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Serie A, commissioni agli agenti: Inter in testa, Milan 4°

E’ stata stilata la classifica dei compensi che i club di Serie A hanno corrisposto agli agenti nel 2018. Inter al primo posto, Milan quarto.

Mino Raiola
Mino Raiola (foto Facebook)

Da anni il ruolo degli agenti è diventato sempre più centrale nel mondo del calcio. Figure che incidono fin troppo in determinate situazioni. E non sempre fanno il bene dei propri assistiti, facendo prevalere più volte l’aspetto economico a quello sportivo.

A rendere ricchi i procuratori sono anche le intermediazioni. In più trattative sono loro a fare da tramite tra due società per favorire la buona riuscita delle operazioni. E ovviamente ricevono un corrispettivo in base al valore complessivo dell’affare. Basti pensare che la Juventus ha versato 75 milioni di euro all’Ajax per Matthijs De Ligt e a bilancio ci sono anche altri 10,5 milioni di “oneri accessori” e cioè la commissione pagata a Mino Raiola per la sua intermediazione.

Oggi La Gazzetta dello Sport mette in evidenza quanti soldi i club di Serie A hanno versato agli agenti nell’anno solare 2018. Il report è stato redatto dalla FIGC. Complessivamente sono 172 milioni, in crescita rispetto ai 138 del 2017. Nella classifica c’è l’Inter in testa con 24,9 milioni sborsati. La società nerazzurra è seguita dalla Juventus (24,3) e dalla Roma (23). Giù dal podio il Milan, quarto a quota 16,7. Napoli che completa la top 5 con 14,2 milioni spesi per i procuratori.

Un recente report della Fifa, «Intermediaries in international transfers 2018», ha rivelato che negli ultimi cinque anni sono stati spesi quasi 2 miliardi di dollari per le commissioni agli agenti nell’ambito dei trasferimenti internazionali dei calciatori. Denaro che è finito fuori dal mondo del calcio, nelle tasche dei vari intermediari.

La Fifa stessa con il presidente Gianni Infantino vuole fare una riforma importante per regolare quello che è ormai un sistema folle. Si parla di nuovo albo per gli agenti, tetto ai compensi, pubblicazione delle cifre di ogni operazione, divieto di doppia rappresentanza.