Borghi presenta Leao e Duarte: “Ecco pregi e difetti” – VIDEO

Il noto giornalista e telecronista Stefano Borghi fa una presentazione di Leo Duarte e Rafael Leao, i due probabili prossimi colpi del calciomercato del Milan.

Siamo quasi ad agosto e il calciomercato del Milan deve necessariamente subire un’accelerata. Sia in entrata che in uscita la dirigenza è chiamata ad agire per consegnare quanto prima a Marco Giampaolo una squadra completa.

Stando alle ultime notizie circolate, il club è molto vicino a prendere il difensore Leo Duarte dal Flamengo e l’attaccante Rafael Leao dal Lille. Due colpi che vanno a rinforzare dei reparti nei quali c’era bisogno di innesti. I tifosi non hanno accolto con unanime consenso le voci sul loro probabile arrivo, però sperano che la società abbia effettuato le mosse giuste.

Milan, chi sono Leo Duarte e Rafael Leao? La presentazione di Stefano Borghi

Stefano Borghi, noto giornalista e telecronista con grandi conoscenze per quanto riguarda i calciatori di diversi campionati, ha realizzato un video nel quale ha parlato proprio di Leo Duarte e di Rafael Leao.

Si parte parlando dell’attaccante 20enne in forza al Lille: «Cedere Cutrone e André Silva per finanziare gli ingressi di Leao e Correa per me è un modo per migliorare il livello dell’attacco. Leao nella passata stagione ha fatto 8 gol nel Lille, rivelazione della Ligue 1. Un attaccante che anche nelle nazionali giovanili del Portogallo ha dato delle dimostrazioni. Un giocatore potente e fisico, ma anche tecnico e stiloso. Un numero 9 moderno, che si apre volentieri verso l’esterno e sa anche andare in profondità. Sa giocare la palla e anche arrivare alla definizione. Si può integrare bene coi compagni e dà l’impressione di migliorare il gioco di chi sta al suo fianco. Ha 20 anni e ampi margini di miglioramento, però già ha dei valori tecnici e atletici che fanno pensare che possa diventare un top player.».

Borghi spiega che ci sono due aspetti sui quali Leao dovrebbe migliorare per riuscire ad incidere : «Il primo punto riguarda il fatto che lui finora ha sempre giocato come riferimento centrale unico di un attacco a tre, da punta centrale di movimento. Al Milan invece verrebbe a giocare da seconda punta, visto che il 9 vero è Piatek. Deve migliorarsi in quanto a smarcamento laterale, Giampaolo chiede molto sotto questo aspetto alla sua seconda punta. Deve trovare tempi e movimenti che gli permetterebbero di far circolare bene il sistema offensivo. Da prima punta deve invece migliorare nel gioco aereo e nell’attacco alla porta, cose che ha già nel background e che deve intensificare per avere continuità a grandi livelli. Il secondo punto è l’aspetto mentale. A volte si ha quasi la sensazione di vederlo indolente, sensazione forse anche dovuta al suo passo cadenzato e alle sue movenze. Non accenderei grossi dubbi sulla sua tenuta mentale, cosa che invece è il limite principale di André Silva. Leo dovrà dimostrare di essere concentrato al 100% sia nelle grandi partite che nelle altre».

Successivamente si passa al 23enne Duarte, un nome che è emerso un po’ a sorpresa per rinforzare la difesa del Milan: «Nella partita contro l’Emelec persa dal Flamengo non è stato tra i migliori in campo, comunque lui è un giocatore in crescita. Sta attraversando una fase di miglioramento. E’ un centrale combattivo, reattivo, veloce. Pur essendo brasiliano, non ha piedi dolcissimi. La mia sensazione è che non fosse la prima scelta del club, erano stati individuati profili di livello maggiore e di conseguenza più costosi. Duarte non risolve le necessità della difesa del Milan, che secondo me rimane imperniata quasi esclusivamente sulla coppia Musacchio-Romagnoli. Comunque su di lui ci si può lavorare».

Borghi non è convintissimo dell’arrivo di questo giocatore, ma ritiene che abbia del margine per poter progredire anche grazie alla bravura di Giampaolo nel valorizzare i proprio calciatori: «Jorge Jesus, attuale tecnico del Flamengo e che in Portogallo ha costruito giocatori di alto livello, stava dando l’impressione di voler insistere e lavorare su Leo Duarte. Per lui era un titolare inamovibile, questo testimonia che è un profilo interessante e con margini di crescita. Però si è vista un po’ di discontinuità nel suo rendimento, i tifosi del Flamengo ogni tanto lo hanno criticato. A volte regala qualche sbavatura grossolana, deve assolutamente migliorare i propri livelli. Anche mentalmente lo si è visto andare un po’ in difficoltà in certi passaggi critici della stagione del Flamengo. Sul piano caratteriale potrebbe avere dei problemi se non impattasse nel migliore dei modi e San Siro dovesse far sentire il proprio peso. Comunque può valere il fattore Giampaolo, che ha fatto un grande lavoro con certi interpreti del ruolo negli ultimi anni. Ad esempio Skriniar e Andersen, che non avevano iniziato benissimo. La speranza è che anche Duarte segua la stessa strada».