Milan, pieni poteri a Gazidis. L’Arsenal non lo rimpiange

Ivan Gazidis praticamente plenipotenziario del Milan, non dovrà sbagliare le scelte future. Intanto all’Arsenal, suo ex club, quasi nessuno lo rivorrebbe.

Ivan Gazidis ac milan
Ivan Gazidis (foto AC Milan)

Elliott Management Corporation ha dato massima fiducia a Ivan Gazidis per il rilancio del Milan. Gli ha affidato le scelte strategiche per il futuro, a costo di sacrificare due come Zvonimir Boban e Paolo Maldini.

Il manager sudafricano ha enormi poter nel club rossonero e adesso non potrà più nascondersi dietro altri dirigenti. Le scelte future avranno lui come massimo responsabile. Dall’allenatore al management sportivo, sarà lui a decidere gli uomini a cui affidarsi per provare e riportare il club in alto.

LEGGI ANCHE -> Milan, modello Theo Hernandez per il mercato estivo: la strategia

Dubbi su Gazidis: rilancerà il Milan?

Oggi il quotidiano Corriere dello Sport spiega che Gazidis nel corso della sua carriera è sempre stato un numero 2. Prima quando lavorata nella Major League Soccer, dove era “protetto” da Sunil Gulati, e poi all’Arsenal, dove era tutelato da un board anziano e da una proprietà poco presente.

Il dirigente sudafricano è stato deputy commissioner della MLS, favorendone l’espansione e l’aumento dei ricavi tramite un buon operato a livello commerciale. Nell’autunno 2009 viene ingaggiato dai Gunners, dove è l’azionista americano Stan Kroenke a volerlo. Proprio lui due anni dopo diventerà padrone della maggioranza delle quote societarie.

Gazidis è rimasto all’Arsenal per quasi 10 anni e il bottino è il seguente: 3 Coppe d’Inghilterra, 8 qualificazioni Champions in 10 stagioni con un quarto di finale come risultato migliore nella competizione. Il decennio precedente è stato migliore con 3 Premier League vinte, 4 Coppe d’Inghilterra, mai sotto il quarto posto in campionato, 5 volte ai quarti di Champions.

Va detto che a Londra c’era Arsène Wenger a fare non solo da allenatore, ma anche da uomo-mercato. Un plenipotenziario della gestione sportiva, occupandosi di acquisti-cessioni e rinnovi. Gazidis lo ha ereditato e ha cercato di conviverci. Ci sono tifosi che lo accusano di non averlo mandato via prima, altri di aver trattato male una leggenda come il francese.

Per il dopo Wenger ha scelto Unai Emery, che all’Arsenal non è riuscito a raccogliere i risultati sperati. Lo spagnolo ha chiuso quinto in Premier e ha perso la finale di Europa League contro il Chelsea. A novembre 2019 è stato esonerato.

Tra le scelte discusse di Gazidis anche Raul Sanllehi, ex responsabile dei contratti del Barcellona trasformato in uomo-mercato, e Sven Mislintat, ex capo scout del Borussia Dortmund promosso direttore sportivo. Tra i due non c’era sintonia e il secondo se n’è andato.

L’ex CEO dell’Arsenal è stato criticato pure per il rinnovo di contratto di Mesut Ozil con ingaggio stellare, ma anche per lo scambio Sanchez-Mkhitaryan e l’acquisto di Pierre-Emerick Aubameyang per circa 80 milioni. Meglio ha fatto sul piano commerciale: in pochi anni gli introiti sono passati da 44 milioni di sterline (2010) a 117 milioni (2017). Questo aspetto probabilmente ha spinto Elliott a volerlo al Milan, una realtà molto diversa visto che non c’è lo stadio di proprietà e la Serie A non è attrattiva quanto la Premier League.

LEGGI ANCHE -> Ibrahimovic-Rangnick, uno è di troppo al Milan? Lo scenario