La media punti del Milan con e senza Rabiot, la differenza è evidente: i numeri che spiegano l’importanza del francese

San Siro racconta una verità chiara: senza Adrien Rabiot il Milan perde equilibrio e incisività. Contro il Como i rossoneri non vanno oltre il pareggio, incapaci di replicare la rimonta dell’andata chiusa sull’1-3. Allora decisiva la doppietta del francese, questa volta assente per squalifica. Un dettaglio che pesa, alla luce dei numeri stagionali.
La gara si era messa subito in salita dopo il gol di Nico Paz su errore di Mike Maignan. Nella ripresa Rafael Leao riporta il risultato in parità, ma non arriva il sorpasso. A Como, all’andata, il Milan aveva ribaltato tutto con il rigore di Nkunku e soprattutto con due reti di Rabiot, prima dalla distanza poi in contropiede nel finale. A San Siro sono mancati proprio quei gol, ma soprattutto la sua presenza in mezzo al campo.
I dati confermano l’impatto. In campionato Rabiot ha giocato 17 partite, tutte da titolare: 12 vittorie e 5 pareggi. Senza di lui, su 8 gare, il Milan ha ottenuto 3 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta. La media punti cambia in modo netto: oltre 2,5 a partita con il francese, proiezione superiore ai 90 punti; 1,6 senza, ritmo da 61 punti finali. Numeri che raccontano una differenza sostanziale tra una squadra in corsa per lo scudetto e una in lotta per l’Europa. Per Massimiliano Allegri il messaggio è evidente: Rabiot è il perno del nuovo Milan, l’uomo che sposta equilibri tecnici e ambizioni.




