I rossoneri, dopo la partita contro il Como, hanno contattato i vertici AIA per manifestare insoddisfazione per alcune decisioni

La notte di Milan-Como lascia strascichi pesanti. Non solo per il risultato, ma per l’infortunio di Strahinja Pavlovic, colpito duramente alla tibia sinistra da Van der Brempt. A far discutere è la decisione dell’arbitro Mariani: nessun cartellino per un intervento giudicato pericoloso. In via Aldo Rossi non si spiegano l’assenza di un richiamo Var e di un’espulsione che avrebbe potuto cambiare la gara.
Pavlovic ha lasciato San Siro con tutore alla caviglia, timore concreto per una possibile frattura scongiurata dagli accertamenti. Resta lo stop contro il Parma, con speranza di rientro il 1° marzo a Cremona. In superiorità numerica il Milan avrebbe avuto un vantaggio decisivo, invece Allegri ha perso un cambio all’intervallo. E nel finale è arrivata anche l’espulsione del tecnico, alla terza stagionale.
Il club ha contattato i vertici AIA con toni istituzionali, senza protesta formale ma con un messaggio chiaro, come riportato dalla Gazzetta dello Sport. Pesano altri episodi: il gol annullato a Pulisic contro il Sassuolo, il rigore negato a Nkunku con il Bologna, il contatto Moreo-Gabbia contro il Pisa. Il dato sui penalty non aiuta: 7 rigori contro il Milan, secondo solo al Napoli. In casa rossonera cresce l’esigenza di uniformità nelle decisioni. L’obiettivo resta un finale di stagione senza polemiche, con il campo al centro.




