Il Diavolo ancora una volta penalizzato: la lotta Scudetto è definitivamente chiusa. Tifosi si sentono abbandonati e penalizzati

Milan-Parma non andrà in archivio velocemente e si continuerà a discutere ancora per parecchio tempo. Il match di San Siro, vinto dai gialloblu, ha scritto la parola fine sulla lotta Scudetto. Le decisioni arbitrali hanno inciso pesantemente sull’andamento della gara, consegnando di fatto il tricolore all’altra squadra di Milano.
Dieci punti non sono recuperabili visto l’andamento delle ultime gare. Il Diavolo è stato ancora una volta danneggiato: era uscito con le ossa rotte contro il Como per delle scelte da parte dell’arbitro davvero discutibili, ma contro i gialloblu è stato un vero e proprio disastro
Pavlovic sta in piedi davvero per un miracolo, ma a Loftus-Cheek è andata peggio. Il bollettino è davvero tremendo (Il colpo ha causato la frattura dei denti superiori e dell’osso alveolare mascellare) e la stagione è dunque finita. Un infortunio che non ha portato ad alcun provvedimento nei confronti dell’avversario: mancano un’espulsione e un rigore che avrebbero portato il match verso altri binari.
Ma l’arbitro Piccinini ha voluto esagerare: con l’aiuto dei colleghi di Lissone ha deciso di convalidare un gol irregolare. Il blocco su Maignan è evidente, ma per uniformità di giudizio si poteva annullare la rete anche per il fallo su Bartesaghi, che ha ricordato la rete non convalidata a Pulisic contro il Sassuolo.
Milan, disastro arbitrale: corsa Scudetto compromessa
Ma gli episodi simili che hanno avuto una valutazione diversa sono diversi e stranamente hanno danneggiato il Milan: basta ricordare cosa è successo con il pestone a Fullkrug nel match contro il Genoa. Niente rigore, ma di casi praticamente identici ne abbiamo visti tanti, con i giocatori poi mandati dal dischetto.

E che dire della gestione dei cartellini? I numeri sono clamorosi se messi a confronto. C’è rabbia e delusione, per una lotta Scudetto che sarebbe potuta essere appassionante, ma così non sarà. Oggi il mondo nerazzurro ha vinto e quello rossonero sta in silenzio.
Sì, a mostrare le ingiustizie subite sono i calciatori, attraverso i social, i tifosi e i giornalisti, non la società, che ha deciso di non lamentarsi pubblicamente. D’altronde le lamentale privati hanno solo peggiorato la situazione, chissà cosa potrebbe accadere se qualcuno dovesse presentarsi davanti le telecamere…




