Home » Calciomercato Milan » Non basta comprare giocatori: al Milan serve un’altra identità

Non basta comprare giocatori: al Milan serve un’altra identità

Il Milan non ha bisogno solo di giocatori forti: Allegri deve cambiare volto a questa squadra, altrimenti non c’è futuro

Allegri
Allegri (ANSA) – MilanLive.it

Il calcio è un gioco collettivo e non individuale, ed è il primo a valorizzare il secondo, (quasi) mai il contrario. Il Milan, con il successo di Verona, raggiunge l’obiettivo: tornare in Champions League. E se ci fermiamo a questo, la stagione assume un sapore decisamente dolce, soprattutto dopo l’ottavo posto dello scorso anno. Massimiliano Allegri ha ottenuto ciò che gli era stato chiesto: tornare fra le prime quattro. E, in un modo o nell’altro, l’ha fatto. Un modo che in un campionato sempre più livellato verso il basso e senza altri impegni ha dato i suoi frutti, ma che non può bastare il prossimo anno con anche l’impegno europeo di mezzo.

Al termine di questa stagione, è necessario che il Milan tutto, quindi da Allegri ai dirigenti, programmi al meglio la nuova stagione a partire da cosa si vuole diventare. Perché la squadra, così com’è, sia dal punto di vista dei singoli che della proposta di gioco, non ha molto futuro. Quello che abbiamo visto a Verona è l’esatto manifesto del perché il calcio italiano vive questa profonda crisi: il Milan ha affrontato la penultima in classifica con la paura di perdere, con l’atteggiamento di chi vuole ridurre al minimo gli errori ma senza fare i conti con la realtà.

Il Milan ha giocato contro la penultima in classifica con lo stesso atteggiamento di come ha affrontato le big: prima penso a non prendere gol, e poi, se capita, faccio gol. In questo modo l’Hellas Verona, che ha fatto punti l’ultima volta con un pareggio contro il Pisa ad inizio febbraio, è stato addirittura padrone della partita. Ma non solo: ha addirittura avuto la possibilità di fare gol e di mettere in discussione il risultato. Tutto questo non è accettabile al Milan: lo stesso Allegri, qualche anno fa, ammetteva che il DNA dei rossoneri è lo spettacolo e non solo il risultato come alla Juve.

Ecco perché la narrazione sul mercato non basta. Non basta comprare Goretzka, Lewandowski, Bernardo Silva o simili: i grandi giocatori si esprimono al meglio se inseriti all’interno di un contesto che gli permetta di farlo. E quella è responsabilità dell’allenatore: Furlani e Tare lavorino al massimo per completare la rosa in tutti gli aspetti, sia qualitativi che quantitativi, poi starà ad Allegri, se dovesse restare (e speriamo di sì, lo merita), trovare un’identità che sia diversa da quella vista finora.