MILAN LENTINI -Le fatidiche ‘scarpette al chiodo’ le ha appese un anno fa, dopo sei anni trascorsi tra Canelli, Saviglianese e Nicese, sottobosco calcistico piemontese. Non è il tramonto di un bomber di provincia: parliamo di Gianluigi Lentini, un passato fatto di Coppe dei Campioni, Nazionale, grandi onori ma anche grandi sfortune. Il mainstream mediatico l’ha corteggiato a lungo: volevano farlo sbarcare sull’Isola, e poi inserirlo nella Tribù. Ma niente. Lui ha preferito aprire una sala da biliardo nella sua Carmagnola, anni luce dalla ribalta, per divertirsi con gli amici. La pace è qui, come testimonia anche il tono di voce rilassato con cui risponde alle domande di Calciomercato.com.

Gigi, hai smesso di giocare molto tardi. Quanta passione bisogna avere per passare dalla Coppa dei Campioni al campionato di Promozione senza mai perdere il gusto di divertirsi a giocare a calcio?
‘Bisogna senz’altro avere passione, amore per questo sport, voglia di correre… Almeno per me, è sempre stato un piacere scendere in campo, al di là della categoria e della competizione nella quale mi cimentavo’.

Più volte il tuo nome, nel passato, è stato accostato a dei reality show televisivi: è stata una tua scelta alla fine desistere dal fare un’esperienza di questo tipo?
‘Quando me l’hanno chiesto, non me la sono sentita di accettare e di poter fare un’esperienza di quel genere. Poi magari in futuro chissà, anche perché io non sono molto stabile sotto quel punto di vista: in base a quello che sto facendo cambio spesso idea. Per il momento non mi va, ma non lo escludo in futuro’.

Il tuo trasferimento al Milan nel ’92 avvenne per una cifra record, ma ora ci avviamo ad entrare nella fase del cosiddetto fair play finanziario, in cui l’attenzione ai bilanci dovrà essere massima. Credi che basterà questo per salvare un mondo del calcio che sembra perdere sempre più credibilità?
‘Io penso di sì: se c’è un maggior controllo ai bilanci societari, di problemi dovrebbero essercene senz’altro di meno. Poi va detto che, non essendo all’interno di una società, non so se queste spese i club sono in grado di farle o meno attualmente. Però un maggior controllo aiuta di sicuro’.

Inevitabile chiederti qualche giudizio sul momento delle tue ex squadre. Partiamo ovviamente dal Milan capolista: è l’anno buono, secondo te, per i rossoneri?
‘Secondo me sì. Il Milan sta giocando bene, penso che alla fine riuscirà a vincere lo scudetto. Un po’ più di problemi ce li ha il Torino, che tribola sempre, ma c’è ancora tempo e mi auguro che possa raggiungere quel traguardo che è ambitissimo dalla tifoseria granata. Di sicuro non è facile per una squadra come il Torino giocare in serie B: la piazza ha molte pretese e ovviamente non tutti i giocatori hanno la capacità di sostenere il peso delle pressioni, da qui nascono i problemi. Dal punto di vista tecnico, poi, non saprei dire se è una squadra competitiva o meno…’.

Fonte – www.calciomercato.com

V.M. – www.milanlive.it