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Calciomercato Milan, Berlusconi torna alla presidenza: grandi investimenti in arrivo?

CALCIOMERCATO MILAN – La sua uscita dal campo politico è stata accolta da dispiacere, eccitazione o indifferenza. Le dimissioni sono state annunciate, l’ascesa politica di Silvio Berlusconi finisce qui, capolinea: 75 anni e molte vittorie, farsi da parte ora non è necessariamente una sconfitta (ma c’è da disperarsi per la situazione finanziaria del Belpaese..). Come farà un uomo affamato di vittorie a limitarsi alla seppur nobile cura dei nipotini e ad una vita “comune” lontano dai riflettori? Tornando a dedicarsi a tempo pieno a quello che ha sempre definito l’affare di famiglia: il suo Milan.
A dir la verità il progetto rossonero è sempre stato autonomo dal resto, almeno a livello di risultati. Quando il 20 febbraio 1986 rilevò un Milan a pezzi, Berlusconi era già un colosso delle comunicazioni con il gruppo Fininvest, ma la sua attività politica era rilegata al cosiddetto “decreto Berlusconi” (che riguardava sempre le tv) e ad un timido sostegno all’amico Bettino Craxi.
Prese il Milan e lo condusse per mano sull’Olimpo del calcio: tre scudetti, tre supercoppe italiane, 2 Champions League, 2 supercoppe europee e 2 coppe Intercontinentali. In meno di otto anni si portò a casa 12 trofei, prima dell’entrata ufficiale in politica, datata 26 gennaio 1994.
La presidenza rossonera non ha trovato ostacoli sino al 2004, quando viene approvata la legge sul conflitto d’interessi. Lascia il Milan ma solo formalmente, e quando Prodi diventa premier (2006-08), Berlusconi torna a dedicarsi al suo affare di famiglia a tempo pieno, e arriva la storica rivincita in Champions League contro il Liverpool e il titolo di Campione del Mondo
Da quando il patron rossonero è tornato al governo (8 maggio 2008), la carica è restata vacante (uno scudetto e una supercoppa italiana aggiunti in bacheca), ma ora il trono di Via Turati potrebbe ritrovare il suo re.
“…e magari mi rimetterò a fare il presidente”- queste sono le confessioni di Silvio Berlusconi al direttore della Stampa Mario Calabresi, all’indomani della crisi politica. Subito un pensiero al Milan, l’attività prescelta per vivere la sua personale terza età. Nonostante i continui andirivieni politici, Berlusconi è rimasto sempre vicino al Milan: consigli tattici agli allenatori, disparità di giudizi con il fido Galliani (ricorderete il caso Ancelotti..), fenomenali collegamenti telefonici in tv (smentì in diretta al Processo di Biscardi l’approdo di Kaka al Manchester City) e tanto potere sul mercato. La sua conoscenza calcistica è notevole, Berlusconi è un appassionato di pallone: comprese subito il potenziale di Kaka e Shevchenko, un po’ meno il trend negativo di personaggi come Rivaldo e Claudio Borghi (ma con l’argentino vinse il Sacchi pensiero..).
Ma cosa cambierebbe il Milan in termini pratici con la sua nuova attività plenipotenziaria? I fondi per il mercato, addio austerity: se prima non poteva spendere tanto con il Milan chiedendo poi sacrifici economici agli italiani, ora potrà mettere mano al portafogli con più tranquillità. Nuovi capitali da investire e tanti saluti alla politica low cost. Berlusconi presidente è sinonimo di mercato generoso, nonché prezioso talismano in Europa, i tifosi possono iniziare a sognare…

Davide Capogrossi – Milanlive.it