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Genoa-Milan 0-2: senza lode

0-2 senza lode

GENOA-MILAN, 0-2, SENZA LODE – In realtà non si è capito se l’aspetto mancante di Genoa-Milan sia stata la concentrazione o un briciolino di umiltà. Undici registi sono scesi in campo contro il Genoa, undici giocatori troppo convinti delle proprie capacità, di non aver bisogno dei compagni per trovare la conclusione. Mentre nel corso della partita contro il Chievo si è visto un buon dialogo tra i reparti in questa occasione non si è sentito feeling nemmeno a zone ma solo azioni personali, qualche guizzo di Nocerino, in grado comunque di sbagliare tre gol facili; un’occasione anche per Ambrosini, assolutamente fuori fase; discretamente bene Aquilani, sicuramente meno deciso del solito e più guardingo, qualche incertezza anche per Ibrahimovic che, tutto sommato, è stato il migliore in campo; Abate dovrebbe cambiare strategia, scartare a destra ormai è prassi e gli avversari se lo aspettano; Boateng trequartista si è reso disponibile anche in attacco e a centrocampo ma senza riuscire a imporsi tecnicamente come al suo solito. Un Milan che ha fatto fatica ad avvicinarsi all’impenetrabile area di rigore del Genoa, merito di Malesani essere riuscito a costruire una buona fase difensiva. Un Milan che ha attaccato, ribadisco solo grazie a iniziative personali, talvolta soffrendo ma, grazie al cielo, mai subendo. La vittoria arriva grazie al fallo di Kaladze su Ibrahimovic che gli costa un’espulsione e il calcio di rigore battuto perfettamente dallo stesso svedese (11′ 2° T.). Serve a portare a casa tre punti e spingere i ragazzi verso il raddoppio, opera di Nocerino, finalmente (35′ 2° T.). Massimiliano Allegri ha voluto mettere alla prova la formazione schierata dall’inizio; nonostante facessero fatica non effettua sostituzioni e osserva il gioco con volto contrito dalla rabbia e, probabilmente, dal dubbio assillante per il suo futuro ancora troppo incerto per fare progetti; solo al 24′ sostituisce Ambrosini con Seedorf che si toglie nervosamente la fascia da capitano, non si aspettava di uscire e non lo nasconde; a 3 minuti dalla fine anche Robinho trova la panchina, entra il Faraone bambino: senza infamia, senza lode e senza voto, come sempre la sostituzione è quantomeno incomprensibile. Mi sarei stupita se Robinho avesse segnato da zero metri senza il portiere, un gol troppo facile per risvegliare i tifosi, lo spettacolo, Binho, lo riesce a dare ugualmente: sbagliando. Amelia pare aver trovato una buona forma fisica e una certa sicurezza e determinazione, mettendosi in gioco con qualche bella parata. Non considerando il dialogo mancante, qualcosina di buono si visto dimostrando, in ogni caso, che si può davvero “vincere giocando male” riprendendo le parole di Mister Allegri.

Clarence Seedorf ha detto che questo Milan “è allo stesso livello del Barcellona e lotterà fino alla fine”, sicuramente lo faranno ma dovrebbero lasciare a casa orgoglio e pensieri portando in campo cattiveria e quella concentrazione un po’ assente al Ferrasis. Quello che conta, però, sono i punti e anche in questa occasione parlano chiaro: il Milan c’è ed sta accorciando le distanze.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it