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Milan-Arsenal 4-0: che la forza sia con il Milan

MILAN-ARSENAL 4-0 – Scendere in campo con forza e determinazione era l’unico modo per affrontare questa sfida. Dal lontano 2007 il Milan non riesce a sconfiggere una squadra inglese, quel Liverpool che ha fatto soffrire e poi gioire, purtroppo, da quel momento, la Champions League rossonera è stata caratterizzata dalla fatica, dalla difficoltà, da un gioco che non corrispondeva alle qualità di una squadra immensa e, forse, da stasera, di nuovo immortale. Gli scontri dei tifosi in Piazza del Duomo non sono serviti a destabilizzare l’ambiente, i ragazzi sono scesi in campo pressando con forza fin dal primo minuto. La classe di Clarence Seedorf, con la fascia da capitano ceduta a Thiago Silva al momento della sostituzione con Emanuelson (11′, problemi al flessore della coscia destra), si è vista e sentita prepotentemente già al 4′ minuto quando un tiro magistrale da fuori area ha fatto la barba al palo, raccontando e palesando quanto il Milan fosse favorito fin dal principio. E’ parsa strana la decisione del Mister di non portare in panchina né Mesbah né Maxi Lopez (autore di un gol e un assist contro l’Udinese) lasciando una poltrona per El Shaarawy che, tutto sommato, potrebbe tornare utile in ogni momento. Il gioco del Milan gira magistralmente, quel dialogo tra i reparti tanto bramato ha finalmente trovato espressione e per gli avversari non c’è stato niente da fare. Il gol di Boateng, al rientro dopo lo stop, ha scaldato lo stadio già al 15′, un tiro potentissimo, preciso e stupefacente: il gol che ci voleva per sbloccare la partita. Le occasioni per il Milan sono arrivate in molte occasioni ma è stato l’assist di Ibrahimovic ha concedere il raddoppio grazie al colpo di testa di un Robinho che, abbiamo capito, sa segnare quando non ha tempo di pensare e guardare la porta: con un perfetto colpo di reni colpisce di testa e Szczesny non può fare nulla per impedire il 2-0. Tutto sembra andare per il verso giusto: la vittoria in campionato contro l’Udinese, il pareggio serale della Juventus contro il Parma, gira persino il centrocampo rossonero sebbene mutilato dai numerosi infortuni. Questa è la dimostrazione del fatto che solo la testa e le motivazioni fanno la differenza. Il desiderio, la voglia di vincere e di rifarsi in questa Champions League che fatica a progredire da troppi anni, sono gli ingredienti fondamentali per costruire un gioco tanto compatto come quello che il Milan ha portato a San Siro contro l’Arsenal. Serve solo il cuore. Si era parlato di un Arsenal veloce, compatto nei passaggi e prepotente nello sfruttamento del contropiede, invece, questa sera, abbiamo visto un Arsenal in balia, in crisi mistica, ubriacato dalla facilità con cui il Milan ha saputo far girare il pallone in ogni zona del campo. Gli inserimenti di Boateng, l’imponenza di Ibrahimovic, la precisione di Nocerino e di Van Bommel hanno determinato azioni schiaccianti per i Gunners; la superiorità numerica creata dal Milan non lascia scampo agli avversari. All’inizio del secondo tempo arriva la doppietta di Robinho a infierire sul cadavere inglese, a dispetto di tutti quelli che pensavano che i rossoneri fossero in ribasso, altroché. Boateng non è il solo recuperato a rendersi indispensabile contro l’Arsenal (sebbene esca al 70′ per lasciare spazio ad Ambrosini che gioca la 454° partita in maglia rossonera), anche Abbiati fa il suo gioco gelando l’orgoglio di Van Persie dopo una conclusione prepotente, uno spauracchio che non spaventa i rossoneri attenti come non lo sono mai stati dall’inizio di questa stagione. In compenso, a non essere attenta, è la difesa dei Gunners: acqua scrosciante da ogni pertugio, sembrano davvero ipnotizzati dai giochetti di Ibrahimovic, di Robinho e di Boateng tanto da assegnare un rigore per fallo di Arteta sullo svedese ed è proprio lui a tirare dal dischetto: 4-0 e la storia è scritta. L’espressione di Wenger è emblematica e, solitamente, l’avrei detto di Allegri, ma non sempre chi sbaglia è recidivo e il Mister l’ha dimostrato nonostante le perplessità iniziali di formazione e convocati.

Per l’Arsenal non c’è stato davvero niente da fare, si sono visti schiacciare dal Milan, sicuramente non si sono divertiti, i rossoneri invece sì, hanno finalmente giocato bene, hanno vinto alla grande dimostrando, ancora di più, quanto sia meglio vincere giocando bene anziché farlo “giocando male”, come bisognerebbe saper fare stando alle parole di Mister Allegri. Questo è calcio, questo è il Milan, questa è l’unica squadra che dovrebbe scendere in campo da qui alla fine della stagione e non parlo di nomi, parlo di testa, di cuore e di voglia. Chi sa vincere per farlo veramente deve volerlo dal profondo dello stomaco e della mente perché è molto più facile aver paura della vittoria piuttosto che temere l’amara sconfitta, una verità che va compresa e non solamente capita. Il Milan sa. Con questi presupposti il desiderio è solo di vederli scendere nuovamente in campo.

Una parola: Meraviglia.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it