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Milan-Arsenal: quando il tifo diventa una malattia

MILAN-ARSENAL, TIFO VIOLENTO – Questa mattina sono sbarcati a Milano circa 5000 tifosi dei Gunners e su questo nessuno avrebbe niente da dire. I tifosi fanno bene alla squadra ma diventano pericolosi nel momento in cui si scagliano violentemente contro la tifoseria avversaria. Piazza del Duomo è un putiferio, tra grida, lattine e bottiglie lanciate contro i tifosi rossoneri quasi a voler combattere una guerra fuori dallo stadio laddove, in realtà, l’unico scontro dovrebbe giocarsi sul campo, tra lealtà e regolamenti. “Che vinca il migliore”: questo dovrebbe essere lo slogan di ogni partita, questo dovrebbe essere il motto che spinge un tifoso a seguire la propria squadra, guardando con ammirazione e rispetto chiunque debbano affrontare. L’intervento immediato della polizia è stato necessario per placare gli animi e tenere sotto controllo una situazione paradossale che di sport non ha proprio niente. Il bello del calcio è rendere possibile l’avvicinamento e la partecipazione affiatata di persone diverse, per caratteristiche e nazionalità; non dovrebbe mai degenerare in lotte accanite di questo genere. Lo sport è salute, rigore, gioia e dolore ma, in questo caso, sta sfociando in dolore fisico inopportuno. Mi dissocio completamente da questo tipo di atteggiamento lasciando al campo l’unico verdetto possibile, l’unico che abbia un valore reale, in grado di stabilire inequivocabilmente chi sia “il migliore”. Migliore in gioco non migliore nella vita e, aggiungo, tutti i calciatori che scenderanno sul prato di San Siro questa sera per dare gioia alle proprie società e tifoserie non credo possano essere soddisfatti di sapere che i propri sostenitori ritengono di poter “vincere” qualcosa in strada prima ancora di vederli giocare davvero.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it