Milan » editoriali » Arsenal-Milan 3-0: un passaggio da “brivido”

Arsenal-Milan 3-0: un passaggio da “brivido”

ARSENAL-MILAN 3-0 – Bassi, bassi, troppo bassi.. il Milan scende in campo meno aggressivo rispetto alle ultime prestazioni, soprattutto rispetto al 4-0 dell’andata contro questo stesso Arsenal. E’ sembrato che, nonostante Allegri abbia deciso di schierare tre punte dall’inizio (con Ibrahimovic, Robinho e El Shaarawy), la scelta tecnica vertesse sulla difesa anziché sull’attacco, in attesa di qualcosa, forse un contropiede, forse un errore degli avversari, forse questo non è il modo di scendere in campo in una sfida importante. Il rischio nell’affrontare una partita in questa maniera era proprio quello di farsi fregare dall’inizio, infatti al 7′, su calcio d’angolo, Koscienly sblocca la partita con un colpo di testa che spiazza anche Abbiati. C’è da dire che la difesa dell’Arsenal fa acqua da tutte le parti, basterebbe un Milan parzialmente aggressivo per passare ai quarti vincendo. Una partita come questa, considerando il risultato dell’andata, dovrebbe servire da banco di prova, da metro di paragone, da catalizzatore di forza, mentalità e ottimismo al fine di giungere con prepotenza il più in alto possibile. Il momento del gol serve a svegliare la squadra proprio mentre l’Arsenal pressa alto con determinazione: non avevano niente da perdere, hanno affrontato la sfida nell’unico modo possibile per sperare di ribaltare un risultato ormai “quasi” scritto. L’intensità, l’agonismo e la voglia di ottenere un risultato importante fa commettere troppi errori ai rossoneri, soprattutto in zona centrocampo dove Emanuelson sbaglia molti passaggi non aiutato dal supporto scarso di Mesbah. Il Milan sembra tornato indietro di qualche mese, i ragazzi sono troppo lenti, passaggi lunghi e mai di prima permettono agli avversari di pensare, recuperare palla e ricominciare da capo. Gli errori, oltretutto, proseguono e incombono con prepotenza finché è proprio Thiago Silva a rinviare malissimo con l’interno sinistro, pressato, forse, dalla figura di Van Persie, il nostro n°33, appoggia il pallone sui piedi di Rosicky che calcia con decisione e beffa Abbiati proprio sul suo palo: 2-0, le cose si mettono male. L’unico modo per riprendere in mano le redini del gioco sarebbe aumentare il ritmo ma, per questo, Mesbah andrebbe sostituito immediatamente. La forza del Milan è la serenità, la capacità di controllare le emozioni, la maturità: questa sera non si è visto niente. L’Arsenal è una squadra raffazzonata con una brutta difesa, il problema è che, per arrivare al limite dell’area, bisognerebbe tenere palla anziché perderla dopo due passaggi, per non parlare del solito atteggiamento con cui tendono a scaricare indietro piuttosto che verticalizzare: sembravano aver acquisito degli automatismi che, in realtà, mancano. Al 42′ la situazione si fa molto più pesante di quello che ci si poteva aspettare e sul volto dei tifosi rossoneri, giunti fino a Londra per vedere il Milan passare finalmente il turno contro una squadra inglese, iniziano a scorrere lacrime amare. Un brutto fallo di Mesbah che, ripeto non sarebbe nemmeno dovuto essere in campo, regala un rigore all’Arsenal e Van Persie segna il 3-0: la Coruna avrebbe dovuto insegnare qualcosa e invece, ancora una volta, sembrano essere solo lacrime e sangue. Pochi minuti e il pallone del passaggio del turno arriva sui piedi di El Shaarawy che sbaglia inesorabilmente: guarda il portiere, non si fida e calcia troppo aperto non centrando nemmeno lo specchio della porta e, nonostante la sua giovane età, risulta difficile perdonarglielo. I 15′ di intervallo sarebbero dovuti servire a ritrovare se stessi invece si ricomincia nella stessa maniera: non si muove nessuno, sempre in fuorigioco, poca intuizione, passaggi mai ragionati e soprattutto nessuno presta la minima attenzione, per non parlare dei cross di Mesbah e di Abate: mai centrali e sempre nelle mani del portiere. Probabilmente il Cielo ha guardato in basso, proprio nello stadio dell’Arsenal, impietosito da questo Milan abbacchiato e ingiustificatamente in difficoltà, investe Abbiati della rara capacità di fare miracoli: Ringraziamo in coro. Nemmeno un tiro in porta, nemmeno un’occasione pericolosa per gli avversari, il Milan non ha creato nulla per 80′ e, detto con il cuore in mano, passare il turno in questo modo è tutto fuorché una soddisfazione. Massimiliano Allegri decide di dare gli ultimi venti minuti ad Alberto Aquilani che entra al posto del piccolo Faraone, l’unico che, a parere mio, meritava di rimanere in campo nonostante l’errore: almeno lui ha avuto il coraggio di provarci limitando gli errori madornali in favore degli avversari.Oltretutto anche Nocerino si rende scomodo protagonista di un gol mancato da zero metri: l’attesa del fischio finale diventa una chimera e i secondi scorrono sul cronometro con una cadenza pesantissima e ridondante.

Tutto ci saremmo aspettati tranne vivere il ritorno tra Arsenal e Milan con questa angoscia infinita, soprattutto considerando lo stato mentale che il 4-0 dell’andata avrebbe dovuto infondere nella squadra di Allegri. Non so che significato psicologico possa avere una vittoria complessiva ottenuta grazie a un grande risultato e una sconfitta meritata. Sbagliare è possibile, il calcio è strano, sono circostanze particolari determinate non solo dalla condizione fisica dei ragazzi ma anche dallo stadio, dai tifosi, dal piglio degli avversari e dall’attacco della partita perché, ed è sempre vero, “chi ben comincia..”.

La finale resta un sogno. Il Milan è ancora in corsa per la conquista della Coppa con le Orecchie: manca da troppo tempo, per alzarla di nuovo, però, “dobbiamo stare attenti” e in questo Allegri ha sempre ragione.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it