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Milan-Lecce 2-0: La vittoria che allunga

MILAN-LECCE 2-0 – Vincere per Sic questo era uno degli obiettivi, vincere per staccare la Juventus, vincere per guardare in faccia allo scudetto, vincere perché questo è quello che sa fare il Milan di Massimiliano Allegri. Un ingresso in campo proprio come avremmo voluto vederlo, pressing alto, decisione e soprattutto tanta convinzione. Paura già al 3′ quando Thiago Silva cade rovinosamente a terra cercando il gol di testa su calcio d’angolo, fortunatamente nessun problema per lui e si può ricominciare con la stessa intensità. Il Lecce, dal canto suo, prova a tener testa al Milan ma la palla è sempre rossonera. Il gol si è visto e sentito fin dall’inizio. Sono bastati sei minuti e mezzo per sbloccare il risultato grazie al solito magnifico assist a rientrare di Ibrahimovic per Nocerino, un colpo potente e preciso il suo che spiazza Benassi e fa esplodere San Siro. Il Milan deve giocare in questo modo, le verticalizzazioni e i passaggi di prima sono l’unico modo per velocizzare il gioco e chiudere tutti gli spazi agli avversari che rincorrono con fatica una squadra a cui non sanno tenere testa. Non bisogna mai mollare la presa, addormentarsi o rallentare le azioni, qualsiasi squadra può risultare pericolosa e l’Arsenal, al Milan, ha insegnato anche questo; qualche minuto di leggerezze ha dato la possibilità al Lecce di avventurarsi in area di rigore senza, però, destare nessuna preoccupazione e il Milan può ripartire con ancora più determinazione. Troppa confusione nell’area piccola non permette ai rossoneri di segnare il raddoppio e un errore dei soliti di Robinho non porta il 2-0 ma poco importa: ci siamo, questo è il modo corretto di giocare. Formazione azzeccata da parte di Massimiliano Allegri: Emanuelson sembra aver trovato adattabilità al ruolo di trequartista; Abate ha ripreso la solita rapidità e l’intuizione sui passaggi; Ibrahimovic ha voglia di giocare, di segnare e di servire assist magnifici per i compagni ma sbaglia un po’ troppo nei passaggi filtranti, non è da lui, si percepisce troppa foga e poco ragionamento, lo svedese, comunque, resta un punto fermo della squadra nonché il terrore di tutti gli avversari; Nocerino si è dimostrato ancora una volta essere il perfetto sostituto di Gattuso esattamente come lui stesso aveva preannunciato al suo arrivo in rossonero risvegliando polemiche da parte di molti scettici ormai pentiti; Anonini è sicuramente il terzino sinistro migliore che questo Milan possa schierare anche se, tutto sommato è un reparto che andrebbe migliorato, ci penserà Galliani durante la finestra di mercato di giugno; Van Bommel è perfetto davanti alla difesa e, contro il Lecce, ha davvero fatto una grande partita; Muntari continua a mettersi in gioco con grandi interventi, molta potenza e tanto intuito, cosa che all’Inter non aveva mai dimostrato di avere. Mi risulta difficile fare considerazioni sui singoli giocatori schierati nell’area difensiva rossonera: questo Lecce non arriva quasi mai in zona pressing, quantomeno Thiago Silva avrà modo di riposarsi un po’. Arrivati alla mezzora, però, il Lecce, senza nemmeno l’allenatore in panchina (Cosmi è squalificato), riesce a trovare un po’ di brio in più e qualche buona iniziativa che mantiene viva la partita palesando quanto sia vero che tutte le squadre possono essere pericolose e far male, nonostante questo non arrivano mai a chiudere le azioni grazie ai perfetti interventi di tutti i rossoneri, tant’è vero che finalmente i ragazzi del Milan rientrano e si aiutano, nessuno escluso e il gioco di squadra con un buon dialogo tra i reparti risulta imprendibile e difficile da scalfire. Per vincere bisogna solo saper mantenere alta la tensione. Sul finire del primo tempo si sono visti troppi passaggi indietro da parte di Emanuelson, bisogna andare dritto in porta, tenere palla senza rischiare non è il modo corretto per cercare il raddoppio e, in una partita come questa, i primi 45′ si sarebbero dovuti chiudere con tutt’altro risultato. Una considerazione va fatta anche sulla conclusione inaspettata di Abate: tre compagni in area, tra cui Ibrahimovic e Robinho, avrebbero potuto trovare la rete ma la voglia di dimostrare qualcosa ha prevalso, purtroppo. Si ricomincia con intensità ma gli avversari hanno iniziato a crederci un briciolo in più rispetto al primo tempo oltretutto il Robinho ritrovato delle ultime apparizioni ha continuato a sbagliare avvallando la mia teoria, vale a dire far giocare il piccolo Faraone, un campione giovane ma già annoverato tra i grandi del calcio italiano, è sulla bocca di tutti proprio dalla rete segnata all’esordio. El Shaarawy può dare tanto a questo Milan; la sua forza principale, oltre al talento indiscusso, è la testa, il fattore preponderante che fa esplodere un atleta: non bastano le gambe e lui ha dimostrato di avere il quid in più. Non credo che sia migliorata improvvisamente la squadra di Cosmi, non è possibile una cosa del genere, eppure il Milan, al 12′ del secondo tempo, inizia a fare un po’ di fatica diminuendo il possesso palla e commettendo troppe inesattezze sui passaggi, non è da loro, è necessario cambiare qualcosa per riportare equilibrio in campo. Un equilibrio che, nella ripresa, manca anche a centrocampo per colpa di uno stanco Muntari, sostituito, per l’appunto con Aquilani. È bastato questo per riportare serenità e voglia di fare infatti, al 20’, Ibrahimovic segna il raddoppio e con questo la partita può dirsi conclusa. Decisione arrivata tardi ma finalmente presa da parte di Mister Allegri: al 33′ entra El Shaarawy al posto di Robinho, questo è l’anno del n°92, il momento di far vedere a tutti di cosa è capace, lo stadio lo acclama a gran voce, tutto questo non può che aiutarlo a dare il meglio di sé. Il tifo lo aiuta ma Ibrahimovic un po’ meno, arrivano sotto porta, azione perfettamente avviata, lo svedese prende palla e il Faraone si inserisce come da copione in un’area completamente vuota, non arriva il cross a rientrare ma solo un debole tiro in porta impossibile grazie all’intervento impeccabile di Benassi, si legge stizza e dispiacere negli occhi di El Shaarawy che, per rispetto e un po’ di timore reverenziale, frena la reazione e riparte da capo: i tifosi vogliono vederlo tornare al gol, ma lui deve contenere rabbia e desiderio, solo l’attenzione e il ragionamento possono aiutarlo nell’impresa. Il rapporto tra i due sembra essere incappato in qualche problemuccio da risolvere assolutamente: insieme potrebbero fare tanto ma Ibrahimovic dovrebbe fidarsi di più, è stato giovane anche lui, dovrebbe ricordarsene.

La partita finisce così: 2-0, un risultato positivo che finalmente permette al Milan di allungare sulla Juventus, un risultato che ci voleva per il morale e per la classifica. Dopo essere inciampati a Londra (errore perdonabile vista la qualificazione ai quarti) i rossoneri ritrovano il ritmo, un gioco perfetto: il gioco del Milan in grado di lottare per il secondo scudetto consecutivo.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it