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Coppa Italia, Juventus-Milan 2-2: Continua la commedia di Conte

COPPA ITALIA, JUVENTUS-MILAN 2-2- Quinta sfida stagionale tra le due dirette rivali in campionato. Una sfida che vale molto; oltre alla finale di Coppa Italia c’è in palio la rivalsa sulle polemiche, l’imposizione di una squadra gloriosa, forte psicologicamente e in corsa, almeno finora, per tre obiettivi del tutto raggiungibili. Il Milan ha dimostrato di credere molto nella vittoria, nella possibilità di ribaltare questo risultato e il fatto che Ibrahimovic sia sceso in campo fin dal primo minuto trasmette quanto i rossoneri reputassero determinante la partita di ritorno contro la Juventus, quanto non abbiano sottovalutato la finale di Coppa Italia e la vittoria di questo trofero esattamente come credono, sperano e bramano nello scudetto e nella Champions League anche se, c’è proprio da dirlo, il Barcellona non è certo la Juventus nonostante abbiano avuto il loro momento di gloria con la manita che ha schiacciato la Fiorentina sono ancora molto lontani dagli spagnoli. Entrambe le squadre desideravano questa vittoria, entrambe le squadre sono scese in campo con la giusta determinazione ma il Milan si è distinto fin dall’inizio grazie all’ottimo dialogo tra El Shaarawy e Ibrahimovic oltre ad una difesa impeccabile con il solito Thiago Silva affiancato da un ottimo Mexes. Un centrocampo pressoché nuovo c0n Muntari, Seedorf e Aquilani – troppi errori per lui che gli portano un giallo per fallo su Vucinic (scena della malavita, pareva morto, un secondo dopo era una gazzella inferocita) -, forse meno rapidi e fantasiosi rispetto al gioco di Nocerino accompagnato da Van Bommel; non riescono a spingere, Emanuelson fa fatica a trovare palloni giocabili e Seedorf non lo aiuta, sono lenti e pare non abbiano assimilato le verticalizzazioni che piacciono tanto e servono a mantenere il pressing alto. Credo che questa non sia la formazione migliore ma, in fin dei conti, ci sono tanti obiettivi da conquistare, la Coppa Italia, però, non era l’ultimo. Il timore principale era vedere qualche cattiveria di troppo in campo, soprattutto da parte del solito Chiellini e, guarda caso, proprio su Ibrahimovic, fortunatamente Orsato fischia assegnando la prima punizione dal limite dell’area a favore dei rossoneri ma il tiro è troppo ravvicinato alla barriera per risultare pericoloso e si ricomincia da capo. Il Milan c’è e stanno dimostrando di avere molto da dire e di avere nelle gambe la forza giusta per rincorrere tutti e tre gli obiettivi. Non vorrei uniformarmi alla stesura del dossier ma il cartellino giallo a Muntari non c’era e, infatti, gli animi hanno iniziato a scaldarsi sia in campo che fuori e, per la prima volta, vediamo Allegri perdere il suo aplomb. Continuo a pensare che Ibrahimovic avrebbe fatto meglio a rimanere fuori da una partita come questa, è un rischio inutile. Le occasioni per il Milan sono state numerose, la Juventus gioca male, tendenzialmente non hanno dialogo e i movimenti sono decisamente goffi e poco ragionati ma, al 28′, il solito Del Piero riesce a sbloccare la partita e, guarda caso, poco prima Orsato non ha fermato il gioco per fallo dello stesso su Mexes – il dossier continua. Partita strana ma i rossoneri hanno continuato a crederci perché è sempre il cuore che comanda. Che brutto calcio, che brutte sensazioni, che brutti sentimenti, che brutto impatto; il gioco dovrebbe essere “che vinca il migliore” non che vinca il più cattivo e, in questo caso, di cattiva c’è stata una sola squadra. Mi domando perché il Milan, nonostante le azioni e la grinta, debba trovarsi nella situazione di essere in svantaggio prima della fine primo tempo, rincorrere non è mai il modo migliore per mantenere animi sereni e, a maggior ragione, in uno stadio del genere. Errori di formazione ce ne sono stati: Mesbah non è adatto a fare il terzino sinistro figuriamoci a destra, soprattutto paragonato ad Abate, inoltre Emanuelson ha visto palla cinque secondi in 45′. Cambiare qualcosa, innanzi tutto la testa degli avversari per il resto ci pensa Allegri e all’inizio del secondo tempo torna la coppia d’attacco che mi piace tante con Maxi Lopez e El Shaarawy, fuori lo svedese, vederlo immolarsi per la Coppa Italia non sarebbe stato il massimo. Cambia la coppia d’attacco e cambia anche il risultato: 1-1 ma a segnare, questa volta, è un nuovo outsider di cui abbiamo spesso parlato male, di cui ho elencato in svariate occasioni i difetti prima dei pregi, quel terzino che sbaglia i cross ma ti testa colpisce benissimo e Mesbah segna la sua prima rete in rossonero. In ogni caso è un Milan lento e macchinoso, nemmeno l’ombra rispetto al solito, spazi aperti e troppa luce per gli avversari, la Juventus dovrebbe iniziare a vederci un po’ nero ma non per i pugni, che il Milan non ha mai dato, per un gioco superiore come stabilisce e palesa la classifica attuale di campionato. Anche la decisione di togliere Aquilani per inserire Nocerino è parsa adeguata alla circostanza, il Milan deve giocarsi il tutto e per tutto senza rischiare di perdere nuovamente giocatori importanti e, da un punto di vista prettamente fisico, Nocerino è sicuramente più solido di Aquilani. Finalmente arriva la volta di Pippo Inzaghi, è il suo turno per stupire i suoi tifosi e il suo scettico allenatore; non condivido la scelta di togliere il piccolo Faraone, avrei lasciato tre punte togliendo un Emanuelson tendenzialmente inutile dall’inizio della partita ma sull’intuizione del Mister non si discute. La decisione più azzeccata, in ogni caso, è stata quella di lasciare spazio a Maxi Lopez che, all’82’, con uno slalom perfetto, una tecnica incredibile e un tiro potentissimo e molto preciso inchioda Storiari alla porta e segna il raddoppio: 1-2, la partita può essere ribaltata e la Juventus può finalmente scontrarsi con la sconfitta in campo ma solo su quello verde, su quello vero, su quello dove solo la fatica e il sudore possono determinare un risultato, a prescindere dai dossier. Sul finire del primo tempo si percepisce quanto i rossoneri desiderino ardentemente chiudere questa partita prima dei tempi supplementari; il dispendio di energie, in questo modo, diviene immenso ed eccessivo considerando gli appuntamenti previsti per sabato e mercoledì. Ho trovato terrificante il recupero di cinque minuti assegnato senza ragione da Orsato, cinque minuti nei quali proprio Inzaghi aveva recuperato un pallone incredibile per Maxi Lopez, sarebbe stato il gol della vittoria, non c’era nessuno ma Maxi non ci ha creduto abbastanza, non si è fidato di quella bandiera che, seppur con il mal di pancia (quello vero), riesce a mettere in scena colpi incredibili. Un’altra mezzora di sofferenza, per i tifosi e per Amelia che viene tirato in causa da subito, dimostrando di avere grandi doti tecniche, nonostante gli errori della scorsa stagione è notevolmente migliorato: meno male! Non bisognava sbagliare, non adesso, non così, non è possibile abbandonare Vucinic a sé stesso a 30 mt dalla porta, arriva il tiro e il gol del pareggio: Amelia Santo ma non ancora Divino non arriva sul pallone, per un soffio. Continua la commedia di Conte e la sua Juventus inizia a bearsi ma.. non sono il Milan. Riapro il dossier solo per annotare l’espulsione non assegnata a Vidal per fallo su Emanuelson, il rigore per fallo su Maxi Lopez da parte di Chiellini, il fallo da punizione su Antonini a 1,20 dalla fine, oltre a tutti i falli fischiati a favore dei bianconeri spesso senza ragione.

I bianconeri hanno passato il turno ma l’hanno sudata e hanno capito quanto il Milan sia superiore, quello che dispiace ancora di più è l’aver giocato per 120 minuti quando sarebbero potuti bastarne 90…

 

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it