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Viaggio nella crisi rossonera, ecco di chi sono le colpe…

MILAN CRISI – Quando una squadra di calcio attraversa un periodo di crisi si accende sempre una caccia al colpevole, come se in queste situazioni ce ne fosse solamente uno e una volta individuato, eliminandolo, tutto si risolvesse. Per quanto concerne il Milan da tutte le parti si leggono attacchi, legittimi, ad Allegri tralasciando però troppo le responsabilità che certi giocatori e anche la società hanno. Vanno sempre analizzate tutte le tre componenti: allenatore, giocatori, società

ALLEGRI – Il tecnico livornese appare ormai aver perso il controllo della situazione, Non sembra riuscire a motivare i giocatori a dovere. Inoltre alcune scelte di formazione e di modulo appaiono spesso discutibili, considerando la sua rigidità tattica e l’errato utilizzo che fa dei giocatori di cui dispone. Va aggiunto poi che non si vedono spiragli di gioco e coloro che scendono in campo non sanno spesso cosa fare. Mancano schemi e movimenti organizzati. Recentemente Allegri ha dichiarato che nel calcio non servono schemi, perché il calcio non è basket. Convinto lui… La sensazione è che Allegri non sia un allenatore da Milan e che la sua inadeguatezza sia stata mascherata per due anni dalla presenza nella rosa rossonera di grandi giocatori che adesso non ci sono più e pertanto lui ora si trova in enorme difficoltà.

GIOCATORI – In queste prime partite l’impegno della maggior parte dei componenti della squadra non è mancato. Ma ci si aspettava di più da parte di quei giocatori che, dopo l’addio dei senatori e del duo Thiago Silva-Ibrahimovic, erano stati investiti come nuovi leader. In particolare mi riferisco a Boateng, che finora ha molto deluso. Anche Nocerino non sembra più quello dello scorso anno. In questo gruppo mancano dei veri leader, c’è carenza di personalità e nei momenti negativi tutto ciò emerge in modo evidente. Tanti elementi non sembrano proprio da Milan, se pensiamo a chi ha indossato la gloriosa maglia rossonera in passato.

SOCIETA‘ – Adriano Galliani dopo l’acquisto di Bojan e De Jong ha dichiarato che il Milan avrebbe dovuto necessariamente puntare allo Scudetto poichè la squadra era competitiva. I tifosi non sono però degli allocchi e non hanno creduto a queste parole, ben consci dei limiti dell’organico rossonero. Un organico che è stato fortemente ridimensionato per scelta della società e in particolare del presidente onorario Silvio Berlusconi, che ormai appare sempre più disinteressato al club di cui è proprietario.
Non si può smantellare una squadra e poi pretendere che lotti per vincere. Tanti tifosi si sentono presi in giro e mancati di rispetto. Il loro malumore cresce di giorno in giorno, perché non si vede la luce in fondo al tunnel. Non c’è un progetto e non si intravede la voglia da parte della proprietà Berlusconi di far tornare il Milan veramente competitivo, nei fatti e non solo a parole.

Ciascuno può attribuire ad ognuna di queste tre componenti la relativa percentuale di colpa di questa situazione. Personalmente mi sento di affermare: 60% società, 30% Allegri e 10% giocatori.

Matteo Bellan – Milanlive.it