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Platini ribadisce la sua contrarietà alla tecnologia nel calcio. Cosa c’è sotto questo rifiuto?

PLATINI CALCIO TECNOLOGIA – Michel Platini, presidente dell’Uefa, questa mattina ha ribadito la sua contrarietà all’introduzione della tecnologia per eliminare i goal fantasma e in generale è da sempre contrario all’utilizzo di ogni mezzo tecnologico nel calcio.
Nel Mondiale per Club che si sta disputando in Giappone, la Fifa sta sperimentando i sistemi Hawk-Eye e GoalRef.
Platini ritiene che l’aver inserito gli arbitri di porta sia un metodo di per sé efficace e sicuramente più economico: ”Preferisco dare 50 milioni di euro ai settori giovanili”, ha detto riferendosi al costo stimato per l’Uefa per introdurre la tecnologia di porta nei prossimi cinque anni, ”piuttosto che spenderli per accertare forse uno o due gol all’anno”.

Ci si chiede perché Platini stia continuando questa sua battaglia anti-tecnologia. La maggior parte degli appassionati di calcio sanno bene che l’introduzione della moviola comporterebbe benefici al gioco del calcio, rendendolo certamente più regolare e trasparente.
La spesa citata dal presidente dell’Uefa (50 milioni) non può essere una giustificazione. Si tratterebbe  di soldi utilizzati per migliorare uno sport nel quale molte partite e molti campionati vengono in qualche modo falsati dagli errori delle terne arbitrali. Chi dirige può sbagliare, sia chiaro, tratta pur sempre di persone umane. Ma l’errore umano può essere corretto con la tecnologia e trovo davvero assurdo che nel calcio, a differenza che in tanti altri sport, non sia ancora stata introdotta.

Personalmente ritengo che Michel Platini ci nasconda i veri motivi del suo rifiuto alla tecnologia nel mondo del pallone. Non mi addentro nel cercare di capire quali possano essere i motivi che lo spingano a fare determinate dichiarazioni, anche perché non ho intenzione di lanciare accuse. Però non volere la tecnologia vuol dire che in fondo sta bene che i campionati non siano del tutto regolari e via sia un margine di errore degli arbitri. Perché questo?

Ciascuno tragga le proprie conclusioni.

Matteo Bellan – www.milanlive.it