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Materazzi: Il Milan ha dato una lezione di calcio al Barca, Balotelli è il più forte, Champions? Quando Ibra se ne va…



INTER MILAN – In vista del derby di domenica sera l’ex nerazzurro Marco Materazzi ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni de La Repubblica. Ecco le parti più salienti.

Parliamo del derby, e di Balotelli…
“Il mio amico Mario è milanista da sempre, quindi non mi stupisce che ora sia lì: il Milan era il suo sogno. Sa quante volte ho dovuto tagliargli i calzini rossoneri nello spogliatoio della Pinetina? La mamma glieli comprava e lui ci veniva al campo. Allora io di nascosto gli tagliavo con le forbici la punta, così quando se li rimetteva puf, gli arrivavano sopra le ginocchia. E lui rideva come un matto”.
Siete ancora così amici, anche se ora lui è un milanistaccio?
“Decida lei: dato che ci mandiamo un centinaio di sms al giorno, siamo amici o no?”.
Anche di più.
“Infatti gli voglio proprio bene e ne sono orgoglioso, certo non lo rinnego perché è andato al Milan: l’amicizia va ben oltre queste cose”.
Quindi gli dà qualche consiglio per evitare certe reazioni, certe mattane?
“Ma guardate che lui non fa mai del male a nessuno, è una gran brava persona. Semplicemente gli piace divertirsi, da bambinone qual è. Anche l’altra sera, quando a San Siro esultava e ballava in tribuna con Robinho: Mario è quello lì, vive la vita come uno venuto dalla strada e mi piace anche per questo. Si diverte in modo sano, mica fa lo scemo o si ubriaca, non si fa del male fisicamente come altri che invece si sono rovinati”.
Il Milan con Balotelli è..?
“La favorita nel derby, e a noi interisti va benissimo così. Ma attenzione: con la vittoria sul Barcellona hanno preso definitivamente coscienza della propria forza. L’altra sera è stata una lezione di calcio: la grinta, l’abnegazione, il collettivo, e mica hanno i campioni che avevamo noi quando eliminammo il Barça nel 2010. Avevo criticato anch’io Allegri a inizio stagione, ma ora tanto di cappello. Comunque non diamo per morta l’Inter: i miei ex compagni hanno sette vite, ce le hanno nel dna. Mi aspetto un’accoglienza particolare per Mario, da parte dei suoi ex compagni e dei tifosi: basta che non si trascenda con cose razziste, tutto è lecito”.
Balotelli cosa aggiunge al Milan?
“Le doti del campione. Mai visto uno così forte a 17 anni, quando esordì con noi: sotto porta non perdonava mai. Vincemmo lo scudetto del 2008 grazie a lui. All’ultima giornata fu decisivo Ibra a Parma, ma quel giorno Mario giocò una partita fantastica da esterno d’attacco. Lo ringrazierò sempre, da interista, perché ci ha fatto vincere cose importanti”.
Rinnovando, il Milan ha seguito una strada diversa dall’Inter.
“Hanno avuto il coraggio di mandare via lo zoccolo duro, campioni che erano anche l’anima dello spogliatoio: rinnovamento totale, bravi. L’Italia dovrebbe fare così, non solo nello sport: ma non ci si riesce, siamo un paese troppo conservatore. All’Inter sono andati via in tanti tranne gli argentini? E che devo dire… Gente come Eto’o, Sneijder, Balotelli o Thiago Motta aveva mercato ed è stata ceduta, magari se arrivava un’offerta da 40 milioni per Cambiasso andava via anche lui, boh…”.
Uomini derby che lei ha conosciuto?
“Samuel, Mihajlovic, Mourinho. Dei loro, Ancelotti: sembra pacato, ma in panchina dava grande carica”.
Ha visto? Il suo amico Mourinho sta per andare al Psg.
“Non so se accadrà, ma in quel caso non so cosa sarà di Ibrahimovic: i due non si sono lasciati bene. Ibra ci mollò durante un ritiro a Los Angeles per andare al Barcellona, e disse a Chivu: “Senza di me non vincerete nemmeno lo scudetto”. Mourinho lo affrontò: “Sappi che senza di te vinceremo tutto”. E così andò. Solo che adesso ho un timore…”
Dica.
“Da tifoso dell’Inter ho paura che il Milan vinca la Champions: quando Ibra se ne va, ed è già accaduto a Barcellona e Inter, quella squadra poi alza la Champions…”.

La redazione di Milanlive.it