MILAN MONTOLIVO – Riccardo Montolivo è stato intervistato da Sky Sport durante la presentazione del 37° trofeo Dossena. Sono stati molti i temi toccati. Riportiamo di seguito le parole del giocatore rossonero.

Io un esempio per i giovani? L’esempio cerco di darlo ogni domenica in campo, rispettando le regole, l’avversario e dando tutto. Questo torneo l’ho fatto nel 2003, è stato l’ultimo prima di diventare professionista, è un bel ricordo così come tutto il periodo del settore giovanile. La Juventus? Affrontiamo la squadra più forte del campionato, sta meritando di vincere lo scudetto, è una partita difficile, la Juventus ha grandi qualità nei singoli e grandi automatismi. Noi cerchiamo di consolidare il terzo posto e se possibile rubare qualche punto al Napoli, ieri abbiamo perso un’occasione importante ma ancora resta tutto aperto in un senso o nell’altro. El Shaarawy? Sta vivendo un momento buono, era normale che non potesse mantenere i livelli di prima, in questo momento gli sta mancando un po’ il gol, ma dal punto di vista della prestazione non è mai mancato. L’ho sentito anche oggi ed è proprio tranquillo. La panchina? Quello succede a tutti i giocatori non solo El Shaarawy, ieri l’allenatore ha scelto così, Stephan ha provato a decidere la partita dalla panchina, non c’e riuscito, ma nulla toglie a lui e alla stagione che ha fatto finora. Voleva giocare? Uno può anche essere a pezzi ma vorrebbe giocarle tutte, l’allenatore è lì apposta, ha deciso così, Boateng, Pazzini e Robinho credo abbiano fatto bene, per noi Stephan rimane importante e speriamo faccia bene da qui alla fine. Un voto alla mia stagione? Non mi piace darmi un voto, sono contento della stagione che sto disputando, ma l’obiettivo principale è raggiungere il piazzamento di squadra. Raggiungere l’obiettivo che abbiamo dall’inizio dell’anno, è ancora un campionato tutto da scrivere. La fascia di capitano? Per me aver indossato la fascia di capitano è stato un onore e un onere, pensando a chi l’ha indossata e chi la indossa al Milan. So bene che i capitani sono Ambrosini, Abbiati e Bonera e sono di grande valore, a Firenze mi hanno fatto un regalo ma ora le cose sono tornati normali. Firenze? Non poteva essere una partita come le altre per me, tornare è stato emozionante, ancor più emozionante con la fascia, dispiace non averla vinta l’abbiamo un po’ buttata, ma il calcio è anche questo“.