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Milan-Barcellona, Sconcerti contro corrente: “Ma siamo davvero contenti per il Milan visto ieri sera?!”

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MILAN BARCELLONA – Sulle pagine del Corriere della Sera, attraverso il suo solito editoriale, il noto Mario Sconcerti ha analizzato la prova del Milan contro il Barcellona, andando un po’ controcorrente.

“Forse è vero che il Barcellona non è più quello di Guardiola anche se ci assomiglia molto nella lentezza della manovra. E’ anche normale che prendergli un punto sia un buon risultato. Ma resta una conseguenza: che cos’è allora il Milan adesso che non passa la metà campo per tutto il secondo tempo? Dobbiamo davvero essere contenti di aver subìto senza lasciare agli altri grandi occasioni? Forse è così, forse è giusto sia così, ma la differenza non è tra il Milan e il Barcellona: è tra il Milan di due-tre anni fa, anche dieci anni fa, anche venti, e il Milan di adesso…”.

“Non è nostalgia facile, è la lettura evidente della partita e dei tempi. Se il Barcellona è calato negli anni in velocità e fantasia, ed è certamente calato, gli è rimasta la vecchia insistenza; che cosa dobbiamo dire del Milan che ha accettato la partita partendo bene, quasi spaventandosi del vantaggio e scomparendo poi tutto insieme dietro il pallone? E’ stato un pareggio senza rischi. E’ questo che si voleva? E’ questa la dimostrazione di piccola resurrezione che ci aspettavamo? A me sembra sinceramente di no”.

“Mi spiace andare forse controcorrente ma un Milan così evidentemente succube, scaltro per quel che può ma esattamente davanti ai suoi limiti, io non lo ricordo. E l’accontentarsi del risultato da parte di tutti dà esattamente il segno di come il tempo sia passato. Ci stiamo accontentando di un altro Milan, ne siamo felici, ha resistito, ma abbiamo perso il Milan. Va bene così, vale il secondo posto con cinque punti in tre partite due delle quali giocate in casa, ma non è più il calcio di San Siro, il grande calcio da Champions…”.

“C’era Kakà e non è andato male. Ha fatto il suo compito in modo corretto, ma l’impressione è che non si capisca bene il confine tra correttezza e importanza. Forse oggi Kakà è un po’ il riassunto del Milan attuale, quello che c’era e quello che è rimasto. Mi scuso per la chiarezza, forse eccessiva, forse perfino sbagliata in una sera che mantiene il Milan dentro la Champions. Credo però si debba essere sinceri. Questo è un ottimo Milan al limite dell’inutile. Non è il Milan della storia, è una barriera, un fortino assediato, una lunga resistenza al tempo. Speriamo almeno che duri”.

La redazione di Milanlive.it