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Kakà: “Milan mia ultima squadra, Seedorf scelta giusta, Poli come Pirlo, vorrei più spesso Berlusconi”

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KAKA INTERVISTA – Eccovi l’intervista integrale rilasciata da Kakà stamane a La Gazzetta dello Sport.

Kakà, il primo gol all’Inter è stato l’inizio di una grande avventura, il centesimo servirebbe a rilanciare una squadra in crisi?
«Segnare all’Inter è sempre speciale. Ricordo che feci gol su cross di sinistro di Gattuso, una rarità…E’ un momento difficile per tutte e due, però vincere e arrivare a quota cento sarebbe un bel regalo di Natale».

Magari se l’aspettava un po’ più semplice la sua seconda avventura in rossonero.
«Un po’ sì, anche perché io qui ero abituato a vincere. Ci manca continuità, abbiamo avuto l’approccio sbagliato in alcune partite. Non so se è una questione di maturità, ma serve la stessa cattiveria in tutte le partite, non solo nei big match. Fa parte del percorso, è un momento di cambiamenti ma può diventare una fase di rilancio per un grande futuro».

Quando si è fatto male a Torino ha avuto paura che tutto fosse finito prima di iniziare?
«Non sapevo ancora fin dove potevo arrivare, a Madrid mi è mancata la continuità.L’infortunio però alla fine è stato utile perché io non ero ancora al top e mi ha permesso di lavorare bene e fare la preparazione».

Lei parla molto con Balotelli. Crede che sia cambiato anche grazie a lei?
«Non so se il merito è il mio però lo vedo diverso. E’ un bravo ragazzo, gli è stata data troppa responsabilità e forse non era ancora pronto».

Chi toglierebbe all’Inter?
«Guarin, è forte fisicamente e molto bravo».

S’aspettava di dover lasciare il Real nonostante l’arrivo di Ancelotti, l’allenatore che l’ha lanciato nel Milan?
«All’inizio no, avevo parlato con Carlo e voleva che restassi. Poi il Real ha cominciato a comprare giocatori importanti a centrocampo e ha chiesto al tecnico di valorizzare i giovani, così ho capito che non c’era spazio. Ho parlato con Ancelotti e lui mi ha detto che sarebbe stato sempre più difficile giocare per me. Ma non c’è stato nessun problema, è stato chiaro e abbiamo deciso insieme».

Che cosa ne pensa del duopolio Galliani-Barbara?
«Entrambi vogliono bene al Milan. Galliani conosce molto bene il suo lavoro e porterà l’esperienza, Barbara è giovane e ha tante idee, possono fare bene insieme. Mi piacerebbe vedere il presidente più spesso, la sua presenza è importante. Quando è stato qui mi ha ringraziato di essere tornato».

Rispetto al suo primo Milan c’è meno esperienza nello spogliatoio: crede che questo vi stia penalizzando?
«Forse sì, però è anche bello poter insegnare tante cose ai giovani. Pirlo nel 2003 quando abbiamo vinto la Champions era un giovane come Poli adesso, non è detto che non possa avere un percorso simile. A livello mentale possiamo crescere ancora molto».

Quando gira per Milanello e vede le foto dei trionfi passati non prova nostalgia?
«Sì, ma è una saudade positiva. Quando sono in sala pranzo, per esempio, mi piace ricordare la composizione dei tavoli».


Il Milan sarà la sua ultima squadra?
«Spero di stare qui ancora tanti anni, non penso di tornare in Brasile, al massimo andrò negli Stati Uniti a fare qualche anno, ma il futuro è lontano».

Il momento più difficile è stato il faccia a faccia che lei e Abbiati avete avuto coi tifosi dopo il pari in casa col Genoa. E’ vero che vi hanno rimproverato la vita notturna troppo movimentata di alcuni giocatori?
«Non rivelo il contenuto del colloquio, vi dico solo che ci hanno chiesto due cose, noi le abbiamo trasmesse alla squadra e ci siamo trovati tutti d’accordo. Tanti sapevano già che la situazione stava diventando pesante e che l’andazzo doveva cambiare».

Vincendo il derby la rimonta sarà ancora possibile?
«Sono sicuro che con l’Inter faremo bene perché nelle grandi sfide non abbiamo mai sbagliato l’approccio, magari non vinceremo però faremo una gara di carattere. Per il 2014 ci aspettiamo di fare più punti possibile e di fare bene in Champions con l’Atletico».

Si parla di Seedorf come successore di Allegri. Come vede il suo ex compagno come allenatore?
«Clarence in tutto quello che fa dà il meglio. Farà benissimo come allenatore, anche se c’è molto da imparare. Non so come potrebbe essere per lui iniziare dal Milan, ma può cavarsela bene».

La redazione di Milanlive.it