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Milan, Incocciati critica Balotelli e Kakà: “Mario non è Ibra, il brasiliano è il passato”

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MILAN BALOTELLI KAKA’- Intervistato da Tuttomercatoweb.com, Giuseppe Incocciati ha analizzato in maniera molto critica l’attuale momento del Milan:

Partiamo parlando della partita.
“E’ stato deciso dal giocatore di maggiore classe tra quelli presenti in campo. Palacio domenica sera ha dimostrato di essere una spanna sopra gli altri e risolverà molte partite dell’Inter anche nella seconda parte di stagione. Il Milan, invece, non mi ha affascinato per nulla. La qualità media della squadra è molto bassa. A me piace un calcio offensivo e questa squadra non ha soluzioni in attacco”.

A queste considerazioni c’è da aggiungere che Balotelli non sta rendendo secondo le attese.

“Balotelli deve pensare che fa parte di una squadra. Cosa ha fatto nel derby oltre a un paio di tiri e a lamentarsi nel finale?”

In effetti il confronto con Palacio è stato stravinto dall’argentino.
“Le qualità di Balotelli si sono intraviste ma non sono ancora del tutto chiare. Probabilmente, qualcuno l’ha scambiato per Zlatan Ibrahimovic ma non è così. Lo svedese è un giocatore che decide i campionati da solo: l’ha fatto al Milan e lo sta confermando al Paris Saint-Germain. Balotelli, invece, non fa parte di questa categoria di calciatori”.

Dal derby alla stagione nel complesso: come la giudichi?
“Negativa. Vedo che Allegri fa continui riferimenti al fatto che il Milan sia l’unica squadra italiana che s’è qualificata agli ottavi di Champions League. E’ vero, ma la forza di una squadra si vede in campionato e dopo 17 giornate il Milan ha 27 punti di distacco dalla Juventus capolista. Questo è il vero dato significativo, anche perché i rossoneri non mi sembrano possano competere per vincere la Champions League”.

A gennaio arriveranno Honda e Rami: basteranno per invertire la rotta?
“Non credo perché a questa squadra manca qualità in tutti i reparti. Kakà è un buon giocatore, ma ormai è un po’ logoro e il meglio l’ha dato. Il brasiliano appartiene al passato. Il futuro appartiene a giocatori come De Sciglio che, però, si vede poco in fase di costruzione del gioco. Anche in mezzo al campo manca qualità: Montolivo, ormai, prova con più frequenza il passaggio all’indietro che la verticalizzazione”.