AC Milan's football club CEO Adriano Gal Nel post partita di Milan-Torino l’amministratore delegato Adriano Galliani ha risposto così a chi gli chiedeva se raggiungere la qualificazione in Europa League fosse l’obiettivo del club rossonero: «Non intristitemi a parlare di questo, l’Europa League non è nel nostro Dna. Intanto fra due settimane risentiremo la musichetta della Champions». Galliani si intristisce se gli viene nominata l’Europa League. E’ la stessa sensazione che provano i tifosi milanisti, che per tutta l’estate 2013 hanno ascoltato a ripetizione mentre affermava: “Siamo una squadra competitiva“. Un’affermazione poi smentita dai fatti, perché come è iniziato il campionato si è subito reso evidente ciò che in molti avevano capito da tempo: il Milan non è competitivo e aveva bisogno di rinforzi di un certo spessore per lottare per lo Scudetto e per un piazzamento Champions. Bisognava dunque pensarci di più e meglio durante la sessione estiva di calciomercato, senza avere la presunzione di ritenere già forte una squadra che per miracolo aveva ottenuto il terzo posto nell’ultima stagione. Le mancanze nell’organico erano palesi e lo sono tutt’ora. Anzi, con l’arrivo di Seedorf in panchina e la conseguente decisione di giocare con il modulo 4-2-3-1 si nota ancora di più cosa manchi a questo Milan. Nella prossima stagione c’è il rischio di rimanere fuori dall’Europa e la società di via Aldo Rossi dovrà solamente recitare il mea culpa per le tante scelte sbagliate, a partire da quella di confermare un allenatore delegittimato da tempo come Allegri e passando poi per le campagne acquisti estive e invernali. I tifosi, lo abbiamo detto più volte, non pretendono spese folli come quelle degli sceicchi, ma desidererebbero vedere una dirigenza che lavori programmando in modo serio il futuro e non navigando a vista tra parametri zero e scarti altrui. Il Milan ha una storia gloriosa che andrebbe onorata, ma ciò non avviene ed i tifosi mano a mano se ne stanno accorgendo.

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