La redazione di MilanLive.it assegna i voti di fine stagione agli allenatori che si sono avvicendati sulla panchina del Milan. Andiamo dunque ad esprimere il nostro giudizio su Massimiliano Allegri e Clarence Seedorf.

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri voto 5: il teatrino messo in piedi per la sua conferma al termine della scorsa stagione è stato uno dei più imbarazzanti che si siano visti al Milan. Nonostante il miracoloso terzo posto ottenuto nel campionato 2012/2013 era palese che fosse un tecnico ormai delegittimato dal presidente Silvio Berlusconi che mai lo ha amato, a differenza di Adriano Galliani che si è sempre stato dalla sua parte. Lavorare con un gruppo quando sia tu che i giocatori sapete che a fine stagione ci sarà il divorzio non è facile, ma Allegri ci ha messo del suo con alcune scelte scellerate che dopo la sconfitta di Sassuolo hanno fatto sprofondare il Milan a pochi punti dalla zona retrocessione e distante dall’Europa. I 22 punti in 19 partite di campionato non sono giustificabili in alcun modo.

Clarence Seedorf
Clarence Seedorf

Clarence Seedorf voto 6.5: fatto venire in fretta e furia dal Brasile (dove ancora giocava nel Botafogo) per volontà di Berlusconi, raccoglie una squadra a pezzi e riesce a condurla ad un passo dall’Europa League nonostante una stampa palesemente schierata contro ed una società che lo ha praticamente subito scaricato. Clarence commette i suoi errori, come è normale che fosse trattandosi di un allenatore esordiente, e pesano k.o come quelli subiti contro l’Atletico Madrid in Champions League, contro l’Udinese in Coppa Italia e quello di Bergamo contro l’Atalanta che ha estromesso di fatto i rossoneri dalla corsa all’Europa League. La volontà della dirigenza è quella di separarsi dall’olandese, che però ha un contratto da 10 milioni di euro lordi complessivi fino al 2016 e clamorosamente potrebbe persino restare. Tale mossa potrebbe rivelarsi però un boomerang, una sorta di Allegri bis con un tecnico delegittimato ed una squadra poco propensa a seguire le sue direttive.

A cura di Matteo Bellan