Milan, Poli attacca Seedorf: “Mi ha fatto perdere il Mondiale. Non c’era dialogo”

Andrea Poli
Andrea Poli

Andrea Poli ha concesso un’intervista a Tuttosport dalla Msc Splendida, la nave che ha ospitato la Crociera Rossonera. Il centrocampista ha parlato a ruota libera del Milan: la conferma in rossonero, gli obiettivi per la prossima stagione, il pensiero su Inzaghi ed i rapporti con Seedorf.

Sul riscatto da parte del Milan e sulla prossima stagione: “Essere stato riscattato è motivo di soddisfazione e di orgoglio. Indossare questa maglia è una soddisfazione ed ho una grande carica per la prossima stagione, dove vogliamo rifarci dall’annata appena conclusa. Mi piacerebbe che il Milan tornasse a giocare per quello che merita, ovvero per stare ai vertici del campionato. Per arrivarci dobbiamo passare dal lavoro, dai sacrifici e da un grande impegno che non dovranno mai mancare. Cosa fare per colmare il gap da chi ci precede? La squadra ha un’ossatura importante, ma va trovato il giusto assetto e spero si possa diventare una squadra veramente organizzata dove tutti vengano messi nei loro ruoli naturali. In più adesso ci sono due giocatori come Alex e Menez che hanno una caratura internazionale e ci daranno una mano“.

La sua opinione su Filippo Inzaghi: “E‘ un allenatore che ha fatto una bella esperienza con la Primavera vincendo il torneo di Viareggio. Mi dicono tutti  che abbia grande entusiasmo e che dia un’identità alle squadre. In più avrà a disposizione un gruppo di giocatori che avrà grande voglia di rifarsi. La sua inesperienza ad alti livelli come tecnico? Non mi fa paura, perché penso a Fabio Capello. Anche lui ha iniziato nelle giovanili del Milan ed ha vinto tutto. Spero che Inzaghi possa seguire la sua strada“.

L’esclusione dal Mondiale: colpa di Poli o di Seedorf?Per gran parte del campionato ho avuto un minutaggio importante. Con l’arrivo di mister Seedorf le mie presenze sono diminuite e per un giocatore come me, che ambiva ad andare al Mondiale, è normale che i due mesi nei quali non ho giocato non mi hanno dato una mano. Le sue scelte non mi hanno aiutato. Clarence dialoga poco con i giocatori? Lui è arrivato in un momento in cui il nostro gruppo aveva avuto dei problemi e aveva bisogno di certezze e sicurezze. Forse Seedorf ha voluto fare dei cambiamenti che in quel momento erano difficili da assimilare. Un po’ di dialogo in più non avrebbe fatto male. Problemi con gli italiani della squadra? Ho sentito parlare di questa cosa. Non sono d’accordo, perché abbiamo sempre dimostrato in campo di giocare per il Milan, per la maglia e ci siamo impegnati al 100%“.

Sull’importanza di Ricardo Kakà nello spogliatoio: “Spero possa essere ancora un mio compagno, perché sa trasmettere tranquillità al gruppo. Se dovesse andare via verrebbe ricordato da tutti come un grande campione, dentro e fuori dal campo“.

Infine su Mario Balotelli: “Fa parte della nostra squadra, è un calciatore forte che ci può dare tanto”.

Redazione Milanlive.it