C’è tanta preoccupazione tra i tifosi del Diavolo, rassegnati a vivere un’altra stagione disastrosa. Impossibile dare fiducia a chi guida la nave, Cardinale e Ibra

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Il modus operandi di RedBird è ormai chiaro a tutti. Sarà l’ennesima stata di rivoluzioni, stavolta anche a livello dirigenziale. Cacciati via Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada e Igli Tare, oltre a Massimiliano Allegri, tutto è finito nelle mani di Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale, che sono al comando della nave Milan.
Lo svedese quando ha avuto le luci dei riflettori puntati su di se si è comportato da one man show, sbagliando ogni colpo, dall’allenatore ai giocatori. Ogni tifoso ricorderà le sue promesse fatte in conferenza stampa. Così, dopo un anno disastroso, si è fatto da parte, ma lavorando nell’ombra, lavorando ai fianchi dei calciatori. Tutti sanno cosa è successo e cosa ha portato.
Oggi il Milan torna nelle sue mani e con RedBird che ha pagato il proprio debito nei confronti di Elliott, Ibra ha ancora più potere. Un bene? I tifosi temono il peggio. Raschiare il fondo del barile è possibile e nella prossima stagione si rischia di fare ancora peggio. D’altronde all’orizzonte non si intravede nulla di buono. Iraola che dice no al progetto (siamo curiosi di conoscerlo anche noi) è la sintesi di cosa sta vivendo il Milan in questo periodo storico.
Il tifoso è visibilmente preoccupato. I cuori rossoneri sono impauriti, ma Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic hanno deciso di ignorarli. Anzi. Ormai da mesi è in atto una sostituzione del tifo. Chi è stato a San Siro lo sa bene: gli spalti sono pieni di stranieri, che indossano qualsiasi tipo di maglia, anche dell’Inter o del Boca Juniors, ai quali non importa praticamente nulla del risultato.
Sul Titanic rossonero si balla incuranti del pericolo
Protestare, non andando a San Siro, non farebbe altro che portare acqua al mulino del numero uno di RedBird, pronto a vendere ogni seggiolino come una ‘experience’ perché del risultato non importa né a lui né ai suoi nuovi tifosi. Un allenatore giochista, dunque, va verso questa direzione. Lo spettacolo.
E del Milan cosa ne sarà? Al 29 maggio non sappiamo nulla: né chi sarà il nuovo allenatore né chi il Dt o l’AD. Si naviga a vista e se si dovessero scegliere uomini che prenderanno parte al Mondiale, come Zlatan Ibrahimovic, quale sarebbe il problema?

Programmare non fa parte di questa proprietà. Cardinale ha sfiduciato un’intera rosa, che teoricamente è sul mercato. Dei quattro salvati, uno (Modric) farà le valigie e Pavlovic è il principale indiziato a essere sacrificato.
Quindi? Cosa ne sarà del Milan? Si naviga a vista e il mare purtroppo è pieno di iceberg. Il rischio è quello di affondare sempre più giù. Ma anche sul Titanic, mentre affondava, si continuava a suonare e ballare ugualmente. Succederà lo stesso al Milan, in attesa di una scialuppa di salvataggio. Una nuova proprietà, con una dirigenza, che abbia a cuore davvero il club rossonero e che non pensi solamente allo spettacolo e al business.




