Le dichiarazioni non lasciano dubbi: la preoccupazione è davvero tanta. Ecco cosa hanno detto

Il popolo rossonero è preoccupato. Al Milan hanno perso la bussola ed è tutto in mano a Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic che non hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione. Fare peggio si può e il timore è proprio questo.
I tifosi del Diavolo si augurano che RedBird faccia le valigie il prima possibile e lasci spazio a qualcuno che conosca davvero il calcio. Questi sono così i giorni delle indignazioni, della rabbia e della consapevolezza che tutto andrà sempre peggio
Non c’è nessuno che capisca di calcio in questa società – afferma nel corso del suo editoriale su Sportitalia, Michele Criscitiello -. E’ stato un disastro senza precedenti. Il fallimento di Allegri ma soprattutto di Cardinale, Ibra e Furlani. A Londra e Milano disegnavano il Milan del futuro non capendo che c’era un presente ancora da scrivere.
Furlani è il flop più grande della storia del Milan. Cardinale non si sa chi sia realmente. Basta Ibra. Deve esserci una pulizia totale dal primo all’ultimo piano di Casa Milan. Lo scempio di domenica sera è la morte di questa dirigenza. Zero alibi. Un altro anno senza Champions e una vergogna senza fine”.
“Cardinale non può permettersi di investire un euro nel Milan”
Parole importanti anche quelle di Fabio Ravezzani che sul canale YouTube di QSVS si è espresso senza peli sulla lingua: “C’è qualcosa che preoccupa ancora di più in questa vicenda del Milan e cioè il fatto che la società non è palesemente in grado di rilanciarsi perché non ha i soldi, perché Cardinale non può permettersi di investire un euro nel Milan”.

“Da quando Cardinale ha comprato il Milan – prosegue il giornalista – ha sempre costantemente chiuso il mercato con un utile di bilancio. Ha sempre costantemente venduto i giocatori migliori, ha sempre costantemente evitato di rinnovare i contratti dei giocatori più costosi”.
“Se si va a vedere quanto guadagnano i giocatori del Milan, si scende dai 6 milioni del disastroso Leao in giù. Allora, se una squadra ha dei calciatori, i più importanti, cinque o sei più importanti, che guadagnano quasi il doppio dei loro omologhi dell’altra squadra di Milano, non si può pensare che questa squadra vada bene, ma soprattutto se una società, una proprietà non ha la forza per rilanciare e rilanciarsi sul mercato con degli investimenti, sarà destinata a un lento e costante declino”.




