Galeone: “Per la Nazionale sceglierei uno tra Allegri e Mancini. Prandelli non mi ha convinto”

Galeone
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La redazione del sito internet ilveromilanista.it ha contattato l’ex tecnico, Giovanni Galeone, per una disamina sugli ultimi avvenimenti riguardanti la Nazionale italiana ed il Milan.

Galeone, le è mai capitato in carriera di avere una forte discussione coi giocatori all’intervallo? Sinceramente no. Sa, ai miei tempi c’era molto più rispetto dei ruoli: parlo sia tra giocatori e l’allenatore, sia tra il tecnico e la società, il presidente e i dirigenti. Oggi ci sono giocatori che hanno contratti faraonici, e possono capitare queste cose, sempre che siano veramente accadute nell’intervallo della partita con l’Uruguay, perché di certo mi pare non ci sia nulla. Sì, anche ai miei tempi potevano esserci dei confronti o degli scontri, ma ripeto, era tutta un’altra cosa, tutto più sfumato“.

Tutta colpa di Balotelli? Guardi, io Balotelli l’ho conosciuto, ci ho parlato un paio di volte in cui ero ospite del Milan su a Milanello, e poi a cena invitato da Galliani, che è sempre gentile. Devo dirle che a me Mario sembra un ragazzo molto tranquillo, senza nessun problema. Quando ero all’Udinese, anche a me dicevano ‘guarda che Carnevale o Desideri sono un problema’. Ma io rispondevo: ‘dateli a me, io con i campioni non ho difficoltà a parlare’, semmai con quelli che credono di essere campioni, che pensano di sapere tutto. Insomma io non credo a tutto quello che si dice di questo ragazzo. Poi, che lo critichi Chiellini ad esempio, che è stato uno dei peggiori dei nostri, con certi interventi mancati in difesa, o rigori che c’erano contro di noi e che non sono stati dati, da lui procurati… Sì, Balotelli poteva forse fare un gol con la Costa Rica e non è stato brillante, ma non era certo l’unico. Perché, diciamo la verità, non siamo usciti per gli arbitraggi. Anche a chi era entusiasta dopo il primo match con l’Inghilterra peraltro modesta, io rispondevo che avevamo fatto due gol e gli inglesi solo uno, mancandone altri due, con qualche errore di Rooney“.

Prandelli non l’ha convinta? No, ad esempio io avrei portato Giuseppe Rossi e Gilardino, insomma un’alternativa a Balotelli di spessore. Su El Shaarawy, bisognava vedere la condizione fisica, forse si poteva portare per fargli fare gli ultimi 20 minuti di partita. Rossi è un grande giocatore, lo voleva l’80% degli Italiani ai Mondiali,: è la nostra unica reale alternativa a Mario. Poi Prandelli ha detto che Immobile e Balotelli non potevano giocare insieme, e invece li ha fatti giocare. Con l’Uruguay ha tolto Balotelli e messo Parolo, scelte discutibili. Io avevo visto l’ultima amichevole prima dei Mondiali, la partita con il Lussemburgo insieme ad Allegri, e già li si vedeva che eravamo veramente poca cosa come gioco. Siamo usciti in un girone debolissimo, solo l’Inghilterra ha fatto peggio di noi. L’Uruguay se disputasse il nostro campionato arriverebbe come il Cagliari, ha solo Suarez che è un fuoriclasse, pur con i suoi scatti di testa. Cavani è un buon giocatore, ma solo quando è al 100% fisicamente, perché la sua tecnica è buona, ma non sopraffina. Il Costa Rica poi, è al livello del Livorno. Io le dico che ho visto tutti i Mondiali di Calcio dagli anni ’50, e questo è uno dei peggiori in assoluto, direi insieme a quello in Corea: c’è solo Neymar col Brasile, e Messi con l’Argentina. Abbiamo visto poi buon gioco corale solo da Colombia e Iran: ma se queste sono le squadre forti, allora…

Lei chi vede per la panchina azzurra? Tutti e tre i candidati attuali: Spalletti, Allegri e Mancini. Sono di parte perché lo conosco, e dico che il migliore sarebbe Allegri come selezionatore di giocatori, e per dare una certa tranquillità. Con Sacchi ricordo oltre 100 convocati in Nazionale, ma adesso non ci sono tutti questi campioni, i buoni sono pochi. Anche Mancini ha fatto esperienze all’estero, col Manchester City, col Galatasaray ed è un buon candidato. Allegri e Mancini sono i miei preferiti, so che entrambi tengono molto alla Nazionale“.

Inzaghi al Milan le piace? Sì, perché il Milan ha fatto le sue fortune quando ha curato il vivaio: questo è fondamentale. Lei è giovane e si ricorda solo di Maldini, Costacurta, Baresi, Albertini, ma già dai tempi di Trapattoni giocatore era così. Poi le dico che chi ha allenato i giovani come Inzaghi, insegna calcio, e questo è importante proprio per far crescere il gruppo e la rosa. Non credo ai santoni invece“.

Il Milan potrà puntare alla zona Champions League? Bisognerà vedere: il Napoli e la Roma, io le vedo più forti dei rossoneri, più attrezzate. Sulla Juventus, che ripeta ancora un grande campionato, io invece ho grossi dubbi“.

Redazione Milanlive.it