Jeremy Menez
Jeremy Menez

Jeremy Menez ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport ed ha cominciato parlando dello sfortunato inizio della sua avventura al Milan a causa di un infortunio muscolare:  «E’ stata dura stare fuori, ma ora mi sento meglio. Sono pronto a dare tutto quello che ho. Inzaghi sta sviluppando una bella idea di gioco, lavorando in questo modo sono certo che faremo qualcosa di buono. Non sono preoccupato , a fine mese saremo pronti».

 

Ha poi parlato dell’incontro decisivo per il suo approdo in rossonero con Inzaghi e Galliani a Ibiza: «Inzaghi mi ha fatto un discorso che mi ha convinto subito. E’ per quello che ho scelto il Milan. Sento una grande intesa col mister, non posso fallire perché lui mi sta dando tanto, e io per lui darei tutto. Lo conoscevo già da calciatore, ovviamente. Aveva tanto carisma ed era molto determinato, proprio come adesso Mi ha detto che aveva parlato di me al telefono con Ancelotti, Ibra e Thiago Silva, chiedendo com’ero in campo e come persona.So che loro hanno detto delle belle cose sul mio conto, li devo ringraziare».

 

In merito alla sua fama non proprio positiva si è così espresso:  «Il fatto che io sia un bad boy, scusate il termine, è una cazzata. La gente ha un’immagine di me falsa e io voglio dimostrare che sono una persona tranquilla dentro e fuori dal campo. Non dico di essere sempre stato un santo, ma ora sono cresciuto, mi sento diverso. A Roma ero giovane, ho sbagliato due o tre volte e ho capito gli errori. Mentre a chi mi giudica male come calciatore rispondo che nelle prime due stagioni al Psg ho fatto quasi 20 gol e 30 assist».

 

Mexes ha detto che punta tutto su Menez: «E ha ragione. Questo può essere il mio anno. I miei obiettivi sono tornare in Champions, vincere qualcosa con questa maglia, e riprendermi la nazionale. Meglio se già dalla prossima partita. La concorrenza non mi preoccupa, io mi alleno e i migliori giocheranno».

 

Sulle sue preferenze in termini di posizione in campo ha spiegato:  «Al Psg giocavo a sinistra o al centro, ed è lì che mi trovo meglio. Ma se occorre mettermi a destra per il bene della squadra, non c’è problema. E’ la mia qualità migliore: posso giocare in qualsiasi zona d’attacco, e ho ancora tanto da far vedere».

 

Sulla convivenza con Balotelli in attacco: «Mario ha una grande personalità. Dovrà dimostrare tutte le sue qualità in modo da aiutare la squadra, ed è in grado di farlo».

 

Infine il francese ha citato cosa è cambiato da quando era riserva al Psg rispetto ad ora che può essere protagonista in rossonero: «Beh, il Milan è il Milan, Inzaghi e Galliani mi hanno fatto un discorso fondamentale e qui c’è un bel progetto».

 

Redazione Milanlive.it