Segnali positivi dal Trofeo Tim, ma non illudiamoci. Società, le squadre non si fanno a fine agosto

Stephan El Shaarawy
Stephan El Shaarawy

Il Milan ha trionfato nel Trofeo Tim per la quarta volta nella sua storia. I ragazzi di Filippo Inzaghi hanno vinto sia contro la Juventus che contro il Sassuolo mettendo sul campo tanto impegno, tanta grinta e trame di gioco interessanti. Un successo che ha dato un po’ di morale ad una squadra che ne aveva bisogno dopo le troppe batoste estive. Può essere un buon punto di partenza in previsione del campionato, che scatterà domenica a San Siro contro la Lazio.

 

Le buone prove nei 90 minuti complessivi del Trofeo Tim non devono però illudere. Il Milan ha ancora delle carenze che andavano colmate già da settimane se solo la società avesse programmato la campagna acquisti senza navigare a vista come ormai avviene da qualche anno a questa parte. La cessione di Mario Balotelli impone la ricerca di una nuova prima punta, funzionale al 4-3-3 di Inzaghi ed in grado di garantire una buona dote di gol. Andrebbero scartati tutti i nomi over 30 che magari possono essere un’occasione dal punto di vista del costo del cartellino che che poi possono risultare delle zavorre per il monte ingaggi, oltre a non assicurare l’apporto realizzativo richiesto. Spazio alla gioventù a buon prezzo. Destro non vale più di 18-20 milioni, non assecondiamo le richieste della Roma.

 

La cosa certa è che vendere Balotelli senza avere da subito pronto il sostituto dice molto di quanto la società di via Aldo Rossi operi sul mercato improvvisando. Tutta l’estate è stata passata a ricercare un esterno destro di piede mancino e improvvisamente si cambia obiettivo perché ci si è accorti che Honda è un grande giocatore dopo un semplice torneo di fine estate. A centrocampo la qualità e la velocità scarseggiano. Dopo l’infortunio di Montolivo andava subito trovato un elemento in grado di prendere in mano le redini del reparto, ma non si è mossa una foglia.

 

Inzaghi è un tecnico esordiente in Serie A e la dirigenza non gli sta certo facilitando le cose con questo modo di costruire la squadra a fine mercato. L’organico non è competitivo per raggiungere l’obiettivo della qualificazione alla Champions League. Sarà importante ripartire da alcuni giovani di talento come Mattia De Sciglio, Bryan Cristante e Stephan El Shaarawy. Loro possono essere la spina dorsale del Milan del futuro, ma vanno messi nelle condizioni di rendere al massimo e di essere valorizzati.

 

Matteo Bellan