Alessandro Costacurta
Alessandro Costacurta

Intervista mattutina ad Alessandro ‘Billy’ Csotacurta, altro ex campione del Milan negli anni ’90. L’ex difensore ha dato il suo parere sull’annata dei rossoneri in esclusiva a Tuttosport, dando consigli al suo vecchio compagno di squadra Pippo Inzaghi:

 
Alessandro Costacurta, il Milan del suo ex compagno Filippo Inzaghi ha piacevolmente sorpreso in questo avvio di stagione: può ambire a un posto in Champions? 

«Niente è impossibile per una squadra che sta dimostrando di avere una grande capacità di andare a concludere in porta. Il Milan è una bellissima realtà, il problema, e lo sa anche Inzaghi, è che se crei così tanto, finisci per pensare troppo all’attacco e poco alla fase difensiva. II Milan ha un problema di equilibrio, se Pippo riuscirà a risolverlo, potrà competere per il terzo posto, ora è un gradino sotto altre squadre».

Ovvero?

«Inter e Napoli sono le mi favorite per l’ultimo posto Champions».

Due squadre che per molti sono le delusioni di questo avvio di campionato.

«Sembra paradossale dirlo, ma è così. Inter e Napoli hanno sicuramente sbagliato l’avvio di stagione, ma resto dell’idea che in questo momento abbiano qualcosa in più delle altre per lottare per il terzo posto. Non so cosa sia successo all’Inter, ma le due sventole prese con Cagliari e Fiorentina potrebbero anche risultare positive: la squadra è costruita bene, ora si vedrà se i giocatori avranno una reazione».

Tornando al Milan, dove deve lavorare Inzaghi per trovare il famoso equilibrio?

«Penso che avrebbe bisogno di un giocatore in grado di cambiare volto alla squadra nel 4-2-3-1, il sistema ormai più indicato per i rossoneri. Purtroppo per Inzaghi la coperta è corta, ha molte opzioni in attacco, meno da centrocampo in giù. Montolivo? Il suo rientro potrebbe dare un mano in questo senso, ma il problema non è tattico».

Spieghi.

«Ho osservato bene le gare del Milan e non parlo di organizzazione o tattica difensiva, ma individuale. Il Milan ha difensori che fanno tanti errori singolarmente, di tecnica o concentrazione. Puoi avere in mezzo al campo anche uno come Rijkaard, ma se dietro combini guai…».

Il rientro in pianta stabile di Alex potrebbe aiutare?

«Abbiamo elogiato molto Menez e Honda, ma credo che Alex possa essere l’uomo in più per il Milan. È un difensore che commette pochi errori, dà copertura. Inzaghi non ha potuto schierare una coppia di centrali fissa perché ha avuto Alex infortunato; ora che il brasiliano è tornato, bisognerà trovargli il partner giusto, uno fra Zapata e Rami, anche se entrambi sono spesso discontinui».

Forse ci vorrebbe in difesa un grande acquisto in prospettiva come si fece con Thiago Silva nell’inverno 2009?

«Sì, bisognerebbe investire in difesa e soprattutto azzeccare l’acquisto. Una coppia di centrali affidabili permettere di costruire il futuro e di avere 5-6 punti a fine campionato».

Intanto come ha detto, i rossoneri si godono Honda e Menez.

«Il giapponese è un buon giocatore, non straordinario. Però in questo Milan può dare un ottimo contributo, ha piede, personalità, non ha paura di farsi dare il pallone. Era stato presentato come Maradona, per sei mesi è sembrato il fratello Hugo… Menez ora sta facendo la differenza, ma rimanderei il giudizio perché il francese è sempre stato discontinuo. È presto per cantare vittoria, ma le premesse sono buone».

Come quelle di Inzaghi.

«Sapevo che avrebbe portato entusiasmo e grandissima attenzione ai particolari. Il problema è che i suoi giocatori ancora non riescono a seguirlo come lui vorrebbe. Pippo era un fenomeno, capiva tutto in mezz’ora. Lui, guardando i video delle palle inattive dell’Empoli avrebbe recepito subito tutto, compreso i punti di forza e quelli deboli dei toscani; i suoi ragazzi, nonostante due giorni di ripetizioni, hanno poi preso due gol. Ha bisogno di tempo, ma ha la capacità di coinvolgere tutti e gli abbracci di gruppo dopo i gol sono segnali importanti».

Ci racconta un aneddoto dell’Inzaghi giocatore… già allenatore?

«Quarto di Champions, io giocavo terzino sinistro e lui mi chiese di dargli la palla in una certa maniera perché l’avversario, solitamente una riserva di quella squadra, si girava male verso destra. Mi disse: “Quando lo sposti verso sinistra, diventa debole”. Nel primo tempo lo saltò quattro, cinque volte in quella maniera e l’avversario fu sostituito all’intervallo».

Per il Milan lei ha parlato di terzo posto, quindi la lotta davanti è da restringere a Juventus e Roma?

«Sì, non credo ci siano dubbi. Fra l’altro secondo me entrambe sono all’altezza per arrivare in fondo alla Champions. Attenzione, non parlo di vincerla, ma con un buon sorteggio negli ottavi e un mix di buona sorte e ottime condizioni fisiche in primavera, potrebbero sorprendere. Non sono squadre che valgono il Real Madrid, però… Comunque per la Juve sarà più facile vincere il quarto scudetto perché in Italia ha una sola rivale, in Europa ci sono almeno quattro squadre più forti e tante allo stesso livello».

Si aspettava un inserimento così immediato di Allegri?

«Sì, perché il tecnico della Juventus è una persona intelligente che sa convivere bene con le pressioni che suscita una grande piazza. L’esperienza al Milan gli ha fatto bene, Allegri ora può allenare ovunque, compresa la Nazionale».

 

Redazione MilanLive.it