Costacurta e Donadoni (getty images)
Costacurta e Donadoni (getty images)

Intervista del Corriere dello Sport di oggi a Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan e opinionista Sky. Colui che fu titolare fisso nella difesa di Sacchi e Capello ha parlato della squadra rossonera attuale e del momento particolare di Fernando Torres, bomber ancora in attesa di sbloccarsi.

 

Billy Costacurta ha marcato tutti i più grandi attaccanti in vent’anni di pregiata carriera. Cosa manca a Torres per diventare “uno da Milan”?

«La forza, il carattere, la “fame” proprio di Inzaghi. Pippo gli deve trasmettere e imporre, al più presto, tutte le caratteristiche che hanno contraddistinto i grandi bomber rossoneri».

Missione difficile?

«Dipenderà molto da Fernando che, secondo me, in questi ultimi anni si è un po’ adagiato, non è riuscito ad adeguarsi in un calcio che sta cambiando velocemente».

Cosa gli manca?

«Sono sincero: a me non è mai piaciuto, ha fatto una sola stagione veramente straordinaria nel Livepool. Adesso ha
l’opportunità di dare una svolta alla sua carriera. Imparando da Inzaghi. Non potrebbe avere un maestro migliore di lui».

Dove deve migliorare?

«Deve essere più rapido, più incisivo, deve partecipare molto di più al gioco».

Ma la squadra lo aiuta?

«El Shaarawy e Honda gli creano molti spazi ma lui deve partecipare di più alla manovra».

Dove si vede il vero bomber, quello di razza?

«In area di rigore. Ma io, onestamente, Torres non lo vedo quasi mai… Ha segnato un gol di testa, ma secondo me non è abbastanza “cattivo”».

Si avvicina il mercato di gennaio. Di Matteo vuole il Nino allo Schalke 04. Il Milan cosa deve fare?

«Un’eventuale decisione deve essere presa in comune».

In caso di addio di Torres sarebbe il caso di intervenire con un sostituto?

«Pazzini non c’è più? In effetti io non lo vedo, in questo momento non saprei giudicarlo».

Il Pazzo è rimasto a lungo inattivo a causa di un infortunio.

«È vero, ma io lo ricordo ancora bene. Ha delle caratteristiche importanti. Ha sempre segnato molti gol. Io gli darei fiducia, ma ha bisogno di giocare con continuità. Di altri fenomeni in giro non ce ne sono molti».

Menez ormai non si vuole più togliere di dosso la maglia di “falso nueve”. Un’insidia in più per Torres.

«Be’ certo… Il francese ha capito che sulle fasce la concorrenza è forte e serrata. Ha grandi doti tecniche che gli consentono di interpretare questo ruolo in maniera eccellente».

Di Honda si è già detto tutto?

«Interpreta in maniera completa e molto concreta l’idea dell’attaccante moderno. Si è adattato quasi subito al campionato italiano: bisogna giocare semplice, senza tanti fronzoli».

L’attacco del Milan di Inzaghi è il migliore della Serie A e uno dei migliori in Europa. C’era da aspettarselo?

«La squadra di Inzaghi è ricca di qualità, di classe, di giocatori in grado di fare la differenza. Anche dalla linea mediana nascono idee, spunti, suggestioni sempre molto utili».

Un esempio su tutti?

«Mi piace l’applicazione di Muntari. Si propone sempre, si mette al servizio della fase offensiva ed è capace di trovare il gol. Sì, bisogna fare proprio così…».

Dove può arrivare il Milan di Inzaghi?

«Lontano, sicuramente. A patto che mantenga l’identità del suo allenatore».

 

Redazione MilanLive.it

 

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