La squadra a Casa Milan (acmilan.com)
La squadra a Casa Milan (acmilan.com)

La Gazzetta dello Sport in edicola oggi spiega le colpe della società dell’allenatore e dei giocatori in questa crisi che sta capitando al Milan nel 2015 e che ha portato solo 1 punto nelle ultime 3 partite di campionato.

 

SOCIETA’ – La rosa è stata sopravvalutata. L’obiettivo del 3° posto è impossibile da raggiungere e i tifosi sono stufi dei proclami. Il problema rimane sempre quello legato alla disponibilità economica. Con prestiti e parametri zero non si trasforma una squadra mediocre in competitiva. Non c’è da vergognarsi nel non voler spendere, ma bisogna essere chiari dicendo che non ci sono soldi e che serve pazienza. Bisogna esporre un serio progetto sullo stadio che serve a generare introiti utili per fare campagne acquisti da Milan. In generale la dirigenza sembra meno forte che in passato.

 

ALLENATORE – Filippo Inzaghi è un gran lavoratore, ma ha commesso alcuni errori. Non ha mai schierato la stessa formazione per due volte. Ha avvallato scelte societarie sbagliate per quanto riguarda il calciomercato. Ha sorpreso nello spogliatoio anche la troppa fiducia concessa a Sulley Muntari. Pippo inoltre non rinuncerebbe mai a Nigel De Jong, ma l’olandese ha mostrato delle lacune. I tempi sono maturi per spostare Riccardo Montolivo in cabina di regia. Schierare Giacomo Bonaventura in attacco dà maggiore equilibrio alla squadra e consente di inserire a centrocampo Andrea Poli, uno che corre e fa pressione. Inoltre sta facendo discutere l’accantonamento di Mauro Tassotti. Sembra infatti che Andrea Maldera, collaboratore tecnico di Inzaghi, lo abbia scavalcato ed è il vero consigliere dell’allenatore del Milan.

 

GIOCATORI – L’impegno non basta per giocare nel Milan. Bisogna dare di più e garantire un contributo tecnico, atletico a caratteriale di un certo spessore. I problemi sorgono quando a deludere sono quegli elementi che vengono considerati i migliori nell’organico. Jeremy Menez contro l’Atalanta ha mostrato il suo lato peggiore esibendo giocate lezioni e fini a loro stesse causando anche la ripartenza che ha portato al gol di Denis. Dovrebbe provare a trascinare i compagni, ma non ci riesce a causa di alcuni limiti evidenti di personalità che condivide con loro. Montolivo ha la fascia da capitano e anche lui dovrebbe essere un trascinatore. Stephan El Shaarawy è volenteroso ma timido. Al di là delle lacune individuali, tutto il gruppo ha mollato con la testa in queste settimane. E’ calata l’attenzione, non si rispettano le consegne e alle prime difficoltà si crolla senza reagire. Qualcuno ha staccato la spina e non la riattacca.

 

Redazione MilanLive.it