Adil Rami (Getty Images)
Adil Rami (Getty Images)

Intervistato dal mensile “Forza Milan!“, il difensore rossonero Adil Rami ha spiegato, tra le altre cose, la scelta del suo numero di maglia: “All’inizio avevo scelto il numero 27 – spiega Rami – perché sono nato il 27 dicembre. Poi però ho pensato al numero 13 perché sapevo che l’aveva indossato Nesta ed era un numero impegnativo. Avevo bisogno di sentire un po’ di pressione per esprimermi al meglio. Io ho un carattere molto forteconclude – e mi servono degli stimoli per dare il 100% in campo”.

 

Sull’attaccamento alla maglia rossonera: “Quando arrivi al Milan non vuoi andare da nessun’altra parte qui mi sento bene, mi piace la storia di questo club. Mi sento molto rossonero, anche se sono francese. Nonostante non sia nato in Italia, – riporta MN.it – fin da piccolo mi è sempre piaciuta Milano. Sono sempre stato affascinato dalla storia del Milan e dai giocatori che l’hanno fatta, come ad esempio Paolo Maldini.

Vorrei ripercorrere le loro orme e terminare qui la mia carriera. Sarà molto difficile entrare nella storia del club perché siamo tutti consapevoli che rispetto a qualche anno fa il Milan attraversa una fase diversa. Il mio primo pensiero è dare tutto il mio carattere e mettere tutte le mie forze nell’obiettivo di vincere con questa squadra. Sarà però difficile diventare un grande campione come Nesta o Maldini e avere una storia in rossonero come la loro, anche perché sono arrivato qui a 28 anni”.

 

Il momento più bello del 2014 da poco concluso: “Ricordo con maggior piacere la firma per il Milan, è stato il momento più bello della mia vita. In questo momento mi piacerebbe continuare a giocare come sto facendo ora. Con mister Inzaghi mi sento bene, riesco a essere calmo quando sono in campo e mi piace la mentalità che sono riuscito a trovare in questo periodo”.

 

L’amore per il Milan è nato da bambino: “Io sono nato a Fréjus, vicino al confine con l’Italia, e a mio fratello maggiore – spiega Rami – piacevano tantissimo Nesta e Maldini. Quando ho visto quella maglia ed ho conosciuto la sua storia mi sono subito innamorato del club. Guardavamo sempre le partite del Milan e lo vedevamo sempre primeggiare, era il club più forte del mondo. Quando sono riuscito a diventare calciatore professionista mi sono posto come obiettivo quello di arrivare al Milan. Ci sono riuscito e questo mi rende davvero felice.

La prima volta che ho indossato questa maglia ero molto felice, ma mi ricordo che fisicamente non stavo bene. Abbiamo affrontato lo Young Boys ed erano quattro mesi che non giocavo una partita, perciò è stato molto difficile dimostrare il mio valore e le mie qualità. Se sento la parola Milan penso al club più titolato al mondo. Anche quando parlo con le persone di questo momento particolare rispondo che la sua storia rimarrà per sempre. Quello che mi piace di più di Milano sono i tifosi, come si comportano con me, c’è molto rispetto. Amo molto anche i negozi di Milano. Quello che mi piace meno è il clima atmosferico”.

 

Sull’aria che si respira a Milanello tra compagni di squadra: “Io parlo con tutti, anche con una persona come Honda al quale invece non piace parlare molto. Sono un po’ pesante con lui perché a volte gli faccio degli scherzi e gli parlo in continuazione. Mi incuriosisce e credo sia una grande persona. Siamo una vera famiglia. Io parlo in italiano, in spagnolo con Diego Lopez, in francese, in inglese anche se non benissimo. Insieme passiamo tutti i momenti, da quelli felici a quelli più difficili. Ho legato in modo particolare con Daniele Bonera, è un grande uomo, è simpatico ed è molto importante per lo spogliatoio. Il mister ci sta dando la fiducia. Fin dal primo giorno ha detto che siamo un gran gruppo, ma che dovevamo ritrovare la fiducia attraverso il lavoro, in questo modo possiamo tornare a essere grandi”.

 

Redazione MilanLive.it