Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli

Tiziano Crudeli, noto e simpatico giornalista tifoso del Milan, è stato intervistato da Radio Popolare Roma per analizzare il momento dei rossoneri a cavallo delle due partite contro la Lazio.

Milan in crisi e Inzaghi sembra essere in discussione, lei cosa farebbe?

“Difficile fare una scelta, quella di domani può essere una partita decisiva. Io stravedo per Inzaghi, se non altro per la gratitudine che ho per il suo passato da calciatore. Ma allenare è un’altra cosa. Io non credo che la rosa si così scarsa, a mio giudizio è gestita male. La squadra è disposta male in campo e non ha un’organizzazione di gioco”.

Il problema è il tecnico o le difficoltà sono strutturali, ad esempio in società?

“Sono tutti corresponsabili: società, allenatore, giocatori. Sono stati fatti errori, non ci sono molti soldi da spendere e quindi fare gli acquisti giusti è più difficile. Il risultato è un Milan lontano dal vertice della classifica. Ma secondo me non è cosi inferiore alle squadre che la precedono, ad eccezione di Roma e Juve”.

Cosa si è rotto nei meccanismi della squadra, che non riesce a giocare come a inizio stagione?

“Fino a quando ha potuto giocare in contropiede, le cose sono andate bene. Ma se la squadra viene pressata manca una circolazione di palla veloce, si fanno troppi passaggi in orizzontale e quando si arriva a verticalizzare gli avversari sono piazzati ed è facile per loro interrompere l’azione. Bisogna sfruttare di più i giocatori veloci che sono a disposizione: El Shaarawi, Cerci, anche lo stesso Menez che, utilizzato in spazi più ampi, potrebbe rendere molto di più”.

Nella reazione di Mexes si può riassumere lo stato mentale della squadra, o è solo un colpo di testa di un singolo?

“È scandaloso, un professionista non può reagire così nemmeno se provocato. Danneggia se stesso e la squadra. C’è molto nervosismo, lo capisco, ma non si reagisce cosi. E poi manca un leader, un giocatore capace di guidare lo spogliatoio. Giocatori che il Milan ha sempre avuto: i Nesta, i Gattuso e ancora prima i Baresi. Giocatori capaci di mettere in riga i compagni quando le cose non vanno”

Domenica c’è il Parma. Secondo lei chi ci sarà in panchina?

“Spero Inzaghi, significherebbe fare una buona partita in coppa contro la Lazio. Attenti però al Parma, è ultimo in classifica ma all’andata abbiamo vinto soffrendo 5-4. E poi abbiamo pareggiato con il Cesena e con il Cagliari, abbiamo perso con l’Atalanta. Purtroppo oggi come oggi neanche affrontare l’ultima in classifica dà certezze al Milan”.

Se Inzaghi dovesse saltare, come vedrebbe Tassotti sulla panchina del Milan?

“Lo conosco bene. È molto competente, ma forse è troppo signore per essere un allenatore di polso, che è quello che serve al Milan per ripartire su altre basi. Penso a uno come Capello, un carattere forte per risalire la china. Sono d’accordo con chi dice che Tassotti possa al massimo traghettare la squadra fino a fine stagione. Manca la leadership nel gruppo, quindi l’allenatore deve svolgere questa funzione”.

Cosa si aspetta dall’ultima settimana di mercato?

“Mi aspetto che arrivi qualcosa, ma non sarà di sicuro il giocatore capace di far svoltare la stagione. Mi aspetto almeno un esterno e un centrocampista. Non saranno la panacea di tutti i mali ma servono molto. È una stagione di transizione e ci vuole pazienza, quest’anno è dura. -In testa alla classifica non brillano né Juve né Roma, ma i bianconeri allungano”.

Lei crede nella possibilità che Berlusconi ceda il Milan? E cosa pensa di questa eventualità?

“Il problema è chi compra la squadra. Chi è pronto ad investire 500 milioni per una squadra italiana? E poi a Berlusconi il Milan serve per avere visibilità nelle sue attività, anche se quella principale, quella politica, è un po’ in crisi. Certo serve che arrivino risultati importanti, altrimenti è una visibilità negativa”.

Ma non crede che il brand Milan, che ha comunque ancora un grande appeal, potrebbe trovare un acquirente arabo, visti i buoni rapporti che ha, ad esempio, con Fly Emirates?

“Si, ha ottimi rapporti di sponsorizzazione e quindi qualcuno potrebbe investire, ma pensare che si riesca a trovare chi è disposto ad arrivare al 50.1 % mi pare molto improbabile”.

 

Redazione MilanLive.it