Lotito intercettato: “Carpi e Frosinone in A non ci convengono”

Claudio Lotito (Getty Images)
Claudio Lotito (Getty Images)

Non che sia la prima volta per lui, ma Claudio Lotito si ritrova tutti contro. Il 28 gennaio scorso, il presidente della Lazio e della Salernitana, avrebbe parlato al telefono con Pino Iodice, direttore generale dell’Ischia Isolaverde, che aveva in precedenza sfiduciato Mario Macalli. Il dg ha registrato la telefonata per dimostrare che Lotito faceva pressioni per fargli cambiare idea.

Ho un programma, in sei mesi incrementerò i ricavi, porterò uno sponsor al campionato e i soldi dello streaming. Ho parlato con quello che ha portato 1,2 miliardi alla Lega di A e 14 milioni in più di Rcs alla Figc (cioè Infront ndr). Ti faccio un discorso: secondo te in Lega di A decide Maurizio Beretta? Sai cosa decide? Zero. E allora: il presidente (Macalli, ndr) fra un anno e mezzo va a casa da solo, l’accompagno io, e rappresenta zero. Viene fatta una commissione strategica, tre presidenti, uno del Nord, uno del Centro, uno del Sud, e ogni 20 giorni vedono l’attuazione del programma. Il direttivo viene tolto, Pitrolo (vicepresidente di Lega, ndr), quello, tutti. Chi viene eletto va lì a lavorare. E vi tranquillizzo, io non sono candidato a niente, non m’interessa, voglio salvare la Lega Pro. Se la Lega Pro nel giro di dieci giorni non trova un gruppo di maggioranza che io in questo momento ho su questo progetto che ti ho detto, ti spiego che succede. Il 16 abbiamo l’assemblea, a me non cambia, ho preso 100mila euro, ma 4 milioni l’anno ci metto nella Salernitana. Se non si risolve ‘sto problema, il 16 non arrivano i soldi, perché non ci sono. Carpi e Frosinone non devono venire in Serie A, con loro non guadagnamo nulla“.

Frasi gravissime. E per questo Lotito ha pensato bene di difendersi, dichiarando che:

“Non ho fatto pressioni su nessuno, ho solo posto il problema. Ho semplicemente detto che il sistema sta saltando. Rivendico quello che ho detto, anche in forma premeditata, perché ero a conoscenza che la persona con la quale ero al telefono avrebbe fatto questa scelta (di registrare la telefonata, ndr). Andate a vedere il curriculum di Iodice e guardate di chi parliamo. Porta pure sfiga, le squadre per cui ha lavorato sono tutte fallite. Con lui ci vedremo in altre sedi. Il problema è che c’è un gruppo di persone che vogliono impadronirsi della Lega per scopi personali. Beretta non si è nemmeno preoccupato. Ho semplicemente detto, riferendomi sia a Beretta che a Macalli, che è inutile che facciamo saltare il presidente perché il presidente conta zero. Non Beretta in quanto Beretta, ma in quanto presidente della Lega. Beretta è organo di garanzia, chi conta è l’assemblea”.

 

Redazione MilanLive.it