Alessio Cerci
Alessio Cerci

Alessio Cerci e il Toro nel cuore, oltre che scolpito sulla pelle. L’attaccante del Milan ha vissuto il suo periodo migliore di carriera proprio con la formazione granata, sotto gli ordini del maestro Ventura, uno dei pochi che ha capito come impiegare questo talento assoluto ma dal rendimento decisamente altalenante e poco continuo. Cerci, come scrive oggi Tuttosport, era lunedì sera a Marassi per tifare la sua ex squadra contro il Genoa.

 

Un tatuaggio sul petto che rappresenta il simbolo della società, un affetto che non morirà mai ma anche un futuro che potrebbe rivedere Cerci in granata. La nostalgia è nota, soprattutto dopo un’annata travagliata e fallimentare tra Madrid e Milano. Il presidente Urbano Cairo non l’avrebbe mai voluto lasciar partire, ma fu costretto dalle pressioni dell’entourage di Cerci stesso. Nove mesi dopo il dietrofront, il ripensamento, la possibilità di cancellare gli errori.

 

Cerci è legato al Milan in prestito fino al giugno 2016, ma è un sottile contratto che può spezzarsi in qualsiasi momento, con la clausola che prevede la fine dell’accordo in caso di una nuova offerta esterna. Difficile che il talento di Valmontone decida di restare e dunque la suggestione Toro torna a prendere forma. Con buona pace anche dell’Atletico proprietario del suo cartellino.

 

Redazione MilanLive.it