Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol (foto Twitter)
Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol (foto Twitter)

Il quotidiano Milano Finanza oggi analizza la situazione del Milan considerando l’impatto provocato dall’arrivo di Bee Taechaubol e del suo consorzio di investitori nell’ambito di un’operazione che entro fine settembre li porterà ad acquisire il 48% delle quote del club per circa 480 milioni di euro. Grazie a questa operazione Silvio Berlusconi è tornato ad investire nel calciomercato spendendo finora come mai fatto da qualche anno a questa parte nella campagna acquisti. Dopo annate di autofinanziamenti e perdite di bilancio (Fininvest dal 2010 al 2015 ha versato quasi 300 milioni), adesso è tornato il periodo degli investimenti.

 

Mr. Bee è stato l’unico ad accettare che il Milan venisse valutato 1 miliardo di euro, al netto dei 247 milioni di debiti, ed i soldi che saranno versati a Fininvest verranno in buona parte utilizzati per lo sviluppo del club. Il gruppo di investitori guidato dall’uomo d’affari thailandese non entrerà nel capitale sociale tramite un aumento di capitale riservato, ma acquistando il pacchetto azionario del 48% direttamente da Fininvest, che potrà iscrivere nel proprio bilancio 2015 una maxi-plusvalenza da circa 276 milioni (il 99,93% delle quote è iscritto nell’esercizio 2014 per 425 milioni) e di poter disporre di molta liquidità per le esigenze finanziarie del Milan.

 

Il ruolo di Citic e il piano di Mr. Bee

In tutta questa operazione è sempre rimasta misteriosa l’identità dei finanziatori rappresentati da Bee Taechaubol che avrebbero deciso di investire così tanto denaro scommettendo sulla futura quotazione in Borsa. Finora era emerso solamente che nel consorzio di investitori (non in conto proprio, ma in rappresentanza di propri clienti) ci sono la Ads Securities di Abu Dhabi e Citic Securities cinese. Quest’ultima è attiva sui mercati internazionali dei capitali tramite la Citic Secuties Internacional di Hong Kong. Quest’ultima avrebbe garantito i 480 milioni necessari a Mr. Bee per rilevare il 48% del Milan.

 

L’istituto cinese fa parte della Citic Group Corporation, presieduta dal 59enne Chang Zhenming e che possiede la più importante squadra di calcio di Pechino, ovvero Beijing Guoan Football Club. Questa società calcistica è presieduta da Li Shilin, numero uno di Citic Guoan (altra controllata della Citic Group Coroporation), il quale sembra essere il vero e proprio deus ex machina della partecipazione cinese alla cordata di Bee Taechaubol.

 

Li Shilin ricopre diversi incarichi all’interno del gruppo Citic ed ha una grande passione per il calcio. Il Beijing è uno dei principali veicoli attraverso il quale il Governo Cinese intende promuovere il calcio nel Paese. Il club nel 2005 ha siglato una partnership importante con il Real Madrid, garantendo lo sviluppo del brand madrileno in Cina in cambio dell’aiuto nello sviluppo del settore giovanile. L’uomo d’affari cinese non avrebbe, però, ancora ottenuto il pieno avvallo dai vertici della Citic Group Corporation per l’affare Milan e si sta muovendo in direzione della Thailandia, dove la Citic Securities gestisce fondi specializzati.

 

Milano Finanza spiega che in futuro all’interno del Milan non verranno alterati gli equilibri azionari definiti con Mr. Bee negli accordi presi ad inizio agosto a Milano. I soldi non entreranno sotto forma di aumento di capitale, ma attraverso altri tecnicismi (versamento in conto copertura perdite, per esempio) che consentiranno di arrivare alla quotazione in Borsa senza modificare la composizione azionaria.

 

In molti si chiedono come faccia il Milan a valere 1 miliardo di euro considerando le perdite in bilancio, gli scarsi risultati e la squadra degli ultimi anni. Senza dimenticare l’assenza di uno stadio di proprietà. La Juventus, per esempio, ha un valore di 486 milioni. Molti hanno espresso perplessità dunque sull’operazione che riguarda il club rossonero. Bee Taechaubol ha previsto poi di portare i ricavi commerciali dagli attuali 80 milioni ai 350 tra 2-3 anni sfruttando il brand milanista in Asia. Un piano ambizioso e per molti irrealistico. Starà comunque poi alla Lega Calcio applicare alla lettera le norme varate dalla FIGC in termini di trasparenza per coloro che intendono acquistare più del 10% di un club di Serie A. Allora diversi dettagli emergeranno più chiaramente.

 

Redazione MilanLive.it