Keisuke Honda (Getty Images)
Keisuke Honda (Getty Images)

Rivoluzione da numeri 10 in Serie A, almeno tra le big del nostro campionato. Quello che da sempre è il numero di maglia associato alla leadership e alla fantasia offensiva sta cambiando molti dei suoi proprietari classici. Nel Milan è stata la maglia indossata per anni da miti assoluti, da Gianni Rivera fino a Clarence Seedorf, passando per altri campioni indimenticabili come Ruud Gullit, Manuel Rui Costa o Dejan Savicevic.

 

Tanti i nuovi ’10’ che vedremo in Italia a partire dal prossimo weekend. L’Inter ad esempio lo ha da pochi giorni concesso al neo acquisto Stevan Jovetic, che lo ha ereditato dall’appena ceduto Mateo Kovacic. La Juventus invece lo ha passato dalle spalle qualitative di Carlos Tevez, tornato in Argentina, fino a quelle estreamamente forti e talentuose di Paul Pogba. Nella Lazio lo indosserà Felipe Anderson che abbandona il 7 per passare alla storica 10 del suo mito Pelé. La Fiorentina lo ha consegnato al talento di casa più prestigioso, quel Federico Bernandeschi che sogna un futuro alla Roby Baggio. A Napoli invece non si azzardano a toccare quella maglia che fu del ‘Dio’ Diego Armando Maradona.

 

Sono solo due i superstiti dell’ultima stagione con il 10 sulle spalle: l’inossidabile e intoccabile Francesco Totti nella Roma e proprio il milanista Keisuke Honda, che ha ereditato da Seedorf tale numero storico nel gennaio 2014, quando il club rossonero lo ha ingaggiato dal CSKA Mosca. Per settimane si è parlato di un ritorno di Zlatan Ibrahimovic, il quale sarebbe insignito proprio del 10 d’ordinanza. Ma per il momento non si è concretizzata l’operazione amarcord. E Honda si tiene stretto quel segno distintivo tanto amato.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it