Lentini: “La sera della finale Milan-Ajax finì la mia carriera”

Gianluigi Lentini Federico Giunti
Gianluigi Lentini e Federico Giunti (Getty Images)

Gianluigi Lentini era stato uno dei colpi di calciomercato più clamorosi del Milan a inizio anni ’90 dato che fu sborsata la cifra record di 18.5 miliardi di lire (solo dopo si scoprirà il versamento di altri miliardi a nero) per uno dei migliori talenti italiani del momento. Era il 1992 quando Silvio Berlusconi arricchì la già fortissima squadra di Fabio Capello con il gioiello del Torino. Le cose andarono bene per il giocatore all’inizio, trovò infatti spazio e le sue prestazioni erano convincenti. Nell’agosto del 1993 è protagonista, però, di un gravissimo incedente stradale in cui rischia la vita e che lo tiene a lungo lontano dai campi.

 

Quell’incidente ne ha condizionato in maniera decisiva il prosieguo della carriera ed è lui stesso ad ammetterlo nell’intervista concessa al quotidiano La Repubblica: “Se non avessi picchiato con l’auto e battuto forte la testa, era il 2 agosto del ’93, sarei stato una bestia per tanti anni ancora. Mi sentivo un leone, nei test nessuno aveva i miei valori in quel Milan in quanto a velocità, potenza, tecnica, resistenza“.

 

Ma c’è anche un altro episodio che Lentini ricorda con molta amarezza e delusione: “Ero sicuro che avrei giocato la finale di Coppa dei Campioni 1995, Milan-Ajax a Vienna. Invece Capello mi tenne fuori, lui non dà mai spiegazioni. Crollò tutto. Persi la voglia, sbagliai. Quella sera è finita la mia carriera“. In quella finale Lentini entrò solo nei minuti finali e la squadra perse 1-0 con rete del futuro rossonero Patrick Kluivert.

 

Redazione MilanLive.it

 

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