Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic (Getty Images)

Dopo le tre vittorie consecutive qualcuno già parlava di qualificazione alla Champions League e qualcun altro persino di Scudetto, noi stessi ci eravamo un po’ illusi che il Milan potesse comunque aver svoltato seppur gli obiettivi citati siano sempre stati ritenuti di pura fantasia visto che l’organico a disposizione di Sinisa Mihajlovic non ha mai permesso di sognare in grande. Dopo la sconfitta contro la Juventus a Torino siamo punto e a capo. Già contro l’Atalanta erano tornare ad emergere le grosse lacune della squadra e puntualmente nel big match di ieri sera si sono inevitabilmente ripresentate.

Quando i migliori in campo sono un 16enne (Gianluigi Donnarumma) e un 20enne (Alessio Romagnoli) che sembrano predicare nel deserto, insieme al sempre generoso Giacomo Bonaventura, si capisce che c’è qualcosa che non va. Così come quando si va a vedere le statistiche e si nota che il Milan ha calciato in porta una sola volta, al 93′ con una conclusione da lontano di un Alessio Cerci che ha clamorosamente fallito un’occasione a tu per tu con Gianluigi Buffon nel primo tempo.

Nei primi 45 minuti  si è visto che la squadra di Mihajlovic aveva impostato la gara soprattutto sul difendersi e ripartire in contropiede. Una volta passati in svantaggio con il gol di Paulo Dybala (che ringrazia la premiata ditta Abate-Alex), i rossoneri avrebbero dovuto prendere in mano le redini del gioco e mostrare un’importante reazione caratteriale. In realtà non è avvenuto niente di tutto ciò. Chi doveva trascinare il Milan, in primis il capitano Riccardo Montolivo, si è invece nascosto e la sconfitta non è casuale.

Bisogna smetterla di parlare di Champions League, se ne parla da anni a sproposito nonostante il Milan non abbia una rosa adeguata. Si rischia invece un altro fallimento. Andare in Europea League sarebbe già un mezzo successo, anche se per un club con un blasone come quello rossonero non può bastare. Ma ormai dobbiamo arrenderci alla realtà. Del Milan è rimasto solo il nome, i colori e il passato glorioso, il presente ci dice che siamo una nobile decaduta con una società non in grado di riportarci in alto. L’unico modo per raddrizzare la stagione è investire decentemente nel calciomercato di gennaio, ma non ci illudiamo più…

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)