Arrigo Sacchi
Arrigo Sacchi (Getty Images)

Ad Arrigo Sacchi è legato il primo ciclo vincente del Milan nell’era Silvio Berlusconi. Quattro stagioni che hanno regalato uno Scudetto, una Supercoppa Italiana, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe Europee e una Coppa Intercontinentale. Ma la squadra allenata dal tecnico di Fusignano non ha solo vinto, ha anche proposto un calcio molto diverso da quello che si vedeva all’epoca, soprattutto in Italia dove il difensivismo l’ha fatta quasi sempre da padrona. Invece lui propose un calcio offensivo, ma comunque equilibrato, con tanto pressing e una fase difensiva attenta in cui campioni come Franco Baresi, Paolo Maldini, Mauro Tassotti e Alessandro Costacurta erano delle garanzie.

Il quotidiano La Repubblica ha interpellato l’ex allenatore del Milan per parlare di Pep Guardiola, colui che è considerato tra i migliori al mondo nel suo mestiere e che oggi guida la corazzata Bayern Monaco: “Guardiola è uno studioso. Un genio. Un fenomeno. Un maestro della didattica. Pep ha una sola certezza: si può fare sempre di più e di meglio, è alla continua ricerca di soluzioni nuove. È il numero uno al mondo. Poi ci sono altri tecnici bravissimi in altre cose. Ad esempio: Pep non si troverebbe bene con giocatori troppo individualisti; se invece dai 11 portieri a Carlo Ancelotti, lui tirerebbe fuori il massimo pure da loro. Ma in questo momento Guardiola non ha rivali“.

Ad Arrigo Sacchi viene proposto il paragone tra il Bayern Monaco e il suo Milan vista la presenza in entrambe le squadre di giocatori universali, intelligenti e bravi imparare. Risponde così: “Certo. Partivamo col 4-4-2 ma non ci stavamo mai: spesso avevamo due difensori, un centrocampista e sette in avanti. E io chiedevo sempre cinque giocatori oltre la linea del pallone. Non a caso l’Uefa ha eletto quel Milan la migliore squadra di tutti i tempi. E secondo me eravamo più forti dei fenomeni di adesso: ne conveniva anche Ancelotti tempo fa“.

Redazione MilanLive.it