Alex Luiz Adriano
Alex Dias da Costa e Luiz Adriano (©Getty Images)

Dopo quattro risultati utili consecutivi il Milan è tornato a conoscere la sconfitta, in casa contro il Bologna nella prima partita del nuovo anno. Non un bel modo di iniziare il tris di partite dalle quali Sinisa Mihajlovic si aspettava tre vittorie. La squadra rossonera è in agonia e Roberto Donadoni ha avuto il grande merito di essere riuscito e uscire vincitore da quel San Siro che per tanti anni è stato il suo stadio. Lui che più volte ha sfiorato la panchina milanista e che potrebbe anche essere preso in considerazione per la prossima stagione.

La qualità del gioco del Bologna è superiore a quella del Milan, nonostante il differente valore tecnico delle due squadre. Il popolo rossonero ha acclamato Donadoni, mentre ha rivolto fischi e cori contro il proprio allenatori e i propri giocatori.

Il condottiero rossoblu ha conquistato 16 punti in 8 partite, una media da Champions League, obiettivo ambito dal Milan. Ha costruito un gruppo di ragazzi coraggiosi e ispirati da principi di gioco chiari. In alcune fasi il pressing del Bologna è stato asfissiante e i rossoneri hanno faticato molto in fase di costruzione. In casa milanista le idee di gioco di Mihajlovic ancora non si vedono a distanza di mesi dal suo insediamento in panchina.

La Gazzetta dello Sport oggi scrive: “A centrocampo Riccardo Montolivo e Andrea Bertolacci giocano praticamente in linea, a venti metri di distanza l’uno dall’altro: distribuiscono e rimangono fermi. Mai che uno dei due si posizioni in verticale per offrire variazioni (succede una volta, una sola, e Bertolacci manda al tiro M’Baye Niang in un’azione da tre passaggi) o per andare alla conclusione: quelle dei mediani rossoneri non sono previste e nemmeno possibili, così. E il passaggio, non solo da loro, arriva sempre tra i piedi, mai nello spazio, anche perché c’è pochissimo movimento senza palla. Così la manovra è masticata, prevedibile, il gioco semplicemente posizionale: da destra a sinistra e da sinistra a destra, unica soluzione il cross (19 effettuati, appena 2 arrivati a destinazione) oppure la speranza Bonaventura, l’unico che riesce a svincolarsi dalla «barra» dei quattro in mediana. Qualche rossonero reclamerà perché le occasioni ci sono state – bravissimo Mirante due volte, sciagurato Cerci in un altro paio di occasioni – ma mai frutto di un gioco ragionato”.

La somma della squadra è inferiore a quello che è l’effettivo valore dei singoli, questo si vede nel Milan. Mancano carattere e personalità, non c’è rabbia e non c’è reazione dopo l’1-0 subito. Come nel 2015 l’anno nuovo nuovo è cominciato con sconfitta e fischi, la speranza è che nelle prossime gare lo spartito cambi.

 

Redazione MilanLive.it