Cuore e orgoglio non bastano. Il futuro spaventa

Milan Juventus
Milan-Juventus (©Getty Images)

Probabilmente erano in molti ad aspettarsi che ieri sera il Milan venisse preso a pallate e umiliato dalla Juventus, considerando il brutto periodo che sta attraversando la squadra di Sinisa Mihajlovic da circa un mese. Ed era anche lecito pensarlo, dato che di fronte c’era un avversario che aveva vinto 20 delle 21 partite di campionato precedenti. Invece i rossoneri, probabilmente anche grazie agli effetti del ritiro, hanno messo in campo una buona prestazione almeno per un’ora. Carattere, cuore, grinta e corsa. Vantaggio firmato da Alex e in generale diverse occasioni da gol create, ma non concretizzate soprattutto grazie a una straordinaria prova di Gianluigi Buffon. Da sottolineare le buone performance di Juraj Kucka e, a sorpresa, di Mario Balotelli.

Purtroppo gli sforzi del Milan non sono bastati. Perché se già la Juventus era più forte, non sono mancati i soliti errori individuali a condannare ulteriormente la squadra. Le due reti subite sono frutto di disattenzioni gravi e, dopo quella di Paul Pogba, i ragazzi non hanno saputo reagire. Fisicamente e mentalmente non ne avevano più. Se la squadra dà il massimo e ciò non è sufficiente, significa che il livello non è alto e non ce ne siamo certamente accorti ieri sera. Solo in società pensavano che questo gruppo fosse de Champions League. Adesso vedremo se nelle prossime sfide l’atteggiamento sarà simile a quello tenuto contro i bianconeri oppure se tornerà ad essere quello mediocre di prima.

Tutti abbiamo sottolineato la prova dignitosa effettuata, però un tempo al Milan questo non bastava. Una volta si voleva vincere a tutti i costi e ci si arrabbiava quando, consapevoli di essere forti, i risultati non arrivavano. Adesso invece c’è la consapevolezza di essere inferiori e si grida già al miracolo quando non si viene schiacciati. E’ una triste prova del ridimensionamento del club rossonero. E il futuro non ci fa affatto essere ottimisti. L’argomento relativo alla cessione delle quote societarie è quasi scomparso dalla cronaca sportiva, di Mr. Bee Taechaubol non si hanno più notizie e poco si sa anche su altri presunti soggetti interessati al Milan.

L’unica certezza sembra essere l’esonero di Mihajlovic, un altro allenatore che verrà fatto passare come il colpevole di tutto e sarà sostituito da un altro capro espiatorio di Silvio Berlusconi. In questi anni abbiamo cambiato giocatori e tecnici, senza che i risultati arrivassero. La costante è stata la dirigenza, l’unica a non cambiare e che invece andrebbe sostituita in toto al più presto. Quello che vediamo non è più il Milan e i colpevoli devono farsi da parte. I tifosi meritano di meglio.

 

Matteo Bellan (Segui @TeoBellan su Twitter)