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Nelson Dida (©Getty Images)

Nel nugolo di ex calciatori del Milan, tutti allievi di un certo Carlo Ancelotti, pronti a tuffarsi nell’avventura di allenatore spunta anche quell’insuperabile portiere brasiliano che fu eroe di tante straordinarie battaglie vinte dai rossoneri nello scorso decennio. Nelson Dida punta a seguire le orme del suo maestro e chissà, magari un giorno guidare anche un club italiano, forse a strisce verticali rossonere.

La Gazzetta dello Sport ha intervistato in esclusiva l’ex portiere brasiliano che ha subito parlato della sua ambizione da tecnico: “Seguo il corso a Teresopolis e poi verrò a studiare a Coverciano l’anno prossimo. Devo prima capire se voglio allenare, sarebbe l’unica cosa che mi farebbe restare nel mondo del calcio. O alleno, o faccio altro. So che non è facile ma ho avuto grandissimi maestri, Ancelotti più di tutti gli altri. Se mi piacerà, e se sarò capace, vorrei farlo anche in Italia e perché no, al Milan. E’ un’idea lontana, lontanissima, ma mi piacerebbe”.

Quando si passa nel parlare del Milan di oggi, Dida tira fuori un ottimismo inconsueto: “Brocchi è intelligente, ci siamo visti in questi giorni in cui sono rimasto a Milano. Non mi sorprende: ricordo la sua grande capacità di saper parlare, con tutti. La sua attenzione e cura per i particolari. Serve avviare un nuovo ciclo, al Milan la prima cosa che conta è la mentalità. Questa squadra può essere una base da cui ripartire per il futuro, che mi auguro possa portare prestissimo a vincere la Champions, come fece due volte il mio Milan. Berlusconi vuole bene alla sua squadra, lo stesso Galliani e tutti i tifosi come me: spero di rivedere prima possibile San Siro pieno”.

Infine immancabile un giudizio su Gianluigi Donnarumma, possibile suo erede in porta: “Brocchi mi parlava di lui quando era ancora nelle giovanili. L’ho visto, è bravissimo e ha un futuro splendido. E’ stata una scelta coraggiosa e giusta. Se continua così e impara farà grandi cose, magari lo stesso mio percorso. Come consiglio gli do quello di avere la testa più pulita possibile, io l’ho sempre avuta. Deve avere la massima concentrazione sempre, per gestire tutti i momenti della partita e tutti i movimenti, suoi e della difesa. Quello che ha fatto finora è incredibile e se è lì è perché lo merita. Abbiati potrà continuare a dare il suo contributo di esperienza e Diego Lopez non se la prenda: al suo posto non mi girerebbero…, perché sa che gioca il più bravo”.

 

Redazione MilanLive.it