Silvio Berlusconi (Getty Images)
Silvio Berlusconi (Getty Images)

Approvato dopo una lunga giornata di critiche, domande e contestazioni tecniche, il bilancio annuale del Milan per il 2015, che come già ampiamente rivelato segna un passivo da circa 89,3 milioni di euro. Una cifra da bollino rosso che spaventa tutti, azionisti e tifosi in primis, visto che la società di via Aldo Rossi segnala una perdita che equivale quasi a metà del fatturato. Conti che si fanno più gravi rispetto ad un anno fa, quando il passivo risultava simile ma fu ammortato dalla branca commerciale Milan Entertainment.

Un trend negativo dal punto di vista finanziario dovuto all’assenza di diritti di immagine e di introiti dall’Uefa, vista l’assenza dalla Champions League degli ultimi due anni, mentre per il prossimo anno calcistico al massimo il Milan se la vedrà in Europa League, competizione secondaria anche per i ricavi economici. La Gazzetta dello Sport parla di un alto rischio di punizioni da parte del tanto temuto Fair Play Finanziario, che potrebbe stangare il Milan a causa del bilancio poco virtuoso delle ultime stagioni. I dirigenti sono già al lavoro per provare a rendere meno dura e improvvisa una possibile multa o sanzione proveniente da Nyon.

Il rischio è che anche tra un anno, nel bilancio 2016, il Milan segnerà perdite consistenti ed un calo ancora maggiore nei ricavi, con la holding di famiglia Fininvest costretta ad intervenire nuovamente. Silvio Berlusconi ha già aperto un fido da 70 milioni per le spese necessarie del club, oltre ai tanti aiuti provenienti dalle banche. La situazione è rischiosa e ricca di debiti. Soltanto con un cambio alla base il Milan potrà ricominciare da capo.

 

Redazione MilanLive.it