Cristian Brocchi
Cristian Brocchi (©Getty Images)

E’ uno dei personaggi più discussi del momento, già sulla graticola per molti dopo sei gare alla guida del Milan non proprio brillanti. Cristian Brocchi mantiene però in alto il proprio orgoglio, la propria identità rossonera. L’obiettivo è quello di allontanare le polemiche e fare del proprio meglio nella finale di Coppa Italia contro la Juventus, ultimo appuntamento della stagione.

Brocchi è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, che ha cercato di fare un bilancio sulla sua avventura fino a qui: “Il Milan di oggi è lontanissimo dal Grande Milan. Le aree della società sono scollegate tra di loro. Nelle crepe si infila di tutto e così si aprono voragini. Non sono assolutamente pentito di aver accettato l’incarico, nessuno pensa di non essere all’altezza, soprattutto se è una persona intelligente, che lavora, che ha passione e rispetta chi da vent’anni lo fa vivere bene. Io ho sputato sangue per questa maglia e continuo a farlo“.

L’orgoglio di Brocchi si mescola con l’affetto che ha con la sua squadra del cuore: “Sogno il bene del Milan. Voglio rivedere i tifosi felici e la gente col sorriso quando viene a lavorare a Milanello. Se anche non fossi io, spero che qualcuno ci riesca presto. Berlusconi mi ha chiamato stanotte, mi ha chiesto come andava e mi ha detto che verrà a trovarci prima della finale. Mi sono preso del lecchino, dell’incompetente e ogni altro insulto. Ma il presidente non mi ha mai detto di far giocare questo o quello”.

L’argomento principale diventa il match di coppa contro la Juventus, possibile spartiacque fondamentale: “La stiamo studiando tatticamente da quando siamo arrivati. E’ molto bello pensare di poter incidere, studiare i pochissimi punti deboli, vedere dove colpire. Ma è fondamentale che ogni giocatore abbia dentro di sé il veleno. Non accetto l’idea che chi non ha vinto nulla non ce l’abbia. la delusione della partita con la Roma è stato accorgermi che la squadra non era pronta per la finale. Adesso ho le idee chiare su chi non può darmi niente. Non voglio dare alibi alla squadra. Poi, se dovessimo giocare la finale come sabato scorso, scapperei lontano. Con una vittoria non cambierebbe il bilancio stagionale, altrimenti correremmo il rischio di fregarci da soli. La stagione resterebbe negativa“.

 

Redazione MilanLive.it