Bonaventura Montolivo Bertolacci Kucka
Bonaventura, Montolivo, Bertolacci e Kucka

Terzo appuntamento con le pagelle di MilanLive.it dedicate alla stagione 2015/2016 del Milan. Dopo aver espresso i nostri giudizi sui portieri e sui difensori, oggi è il turno dei centrocampisti.

La linea mediana rossonera è stata sicuramente il reparto che ha avuto maggiori difficoltà. Se in fase di interdizione le cose sono andate discretamente, è soprattutto in quella di costruzione del gioco che è mancato qualcosa. La manovra della squadra è stata spesso lenta e prevedibile, poche le verticalizzazioni e non sufficiente l’apporto in fase realizzativa. Certamente è questo il settore in cui intervenire con più peso in sede di calciomercato.

Milan, stagione 2015/2016: le pagelle dei centrocampisti

Riccardo Montolivo 5: la fascia pesa e pesano gli accostamenti ai grandi capitani del passato, con cui lui non c’entra niente. Non è colpa sua se è stato eletto leader e non ne ha le capacità, come non può essere un regista di centrocampo alla Andrea Pirlo. Però sono davvero tanti gli errori in fase di impostazione tra rallentamenti dell’azione e passaggi sbagliati. Certo, a volte i movimenti dei compagni scarseggiano oppure non sono quelli opportuni, quindi pure lui fatica. Però avrebbe potuto fare molto meglio. Una cosa positiva per la quale si è contraddistinto è il recupero dei palloni, però non basta.

Juraj Kucka 7: arrivato tra lo scetticismo generale, quando i tifosi del Milan si aspettavano invece un colpo più altisonante, lo slovacco ha stupito tutti con la sua determinazione e la sua personalità. In interdizione è stato preziosissimo, ma anche nel proporsi in avanti. A volte si è inventato iniziative che hanno spaccato le difese avversarie, anche se all’ex Genoa più volte è mancata la lucidità necessaria per segnare un numero di reti maggiore. Si è fermato a quota 1, troppo poco viste le occasioni che ha avuto. Però la sua stagione è più che positiva, soprattutto considerando che le aspettative erano decisamente basse.

Andrea Bertolacci 4: da un giocatore pagato 20 milioni di euro ci si attenderebbe un rendimento importante, invece questo acquisto si è rivelato un fallimento ed è evidente che ci sia stata una sopravvalutazione dell’ex Roma e Genoa. La società credeva che fosse l’elemento adatto per far compiere un salto di qualità alla linea mediana, ma così non è stato. Sicuramente non è facile per un calciatore esprimersi al meglio in questo Milan ed è probabile che se Bertolacci fosse andato alla Juventus i giudizi sarebbero diversi, però abbiamo visto un calciatore veramente disorientato in campo e con davvero poca grinta. Si possono sbagliare le giocate, però è importante avere anche un atteggiamento giusto. E lui spesso è sembrato davvero senza la necessaria aggressività, quella che il suo compagno Kucka invece ha quasi sempre avuto.

Andrea Poli 5.5: difficile esprimere un giudizio sulla stagione di un giocatore che è sceso in campo con discontinuità e a volte solo per piccoli spezzoni. Ad ogni modo raramente i suoi ingressi hanno particolarmente inciso. All’ex Sampdoria l’impegno e la buona volontà non mancano, però non bastano.

José Mauri e Manuel Locatelli sv: troppe pochi minuti in campo per i due giovani talenti rossoneri.

Giacomo Bonaventura 7: nella parte finale della stagione il suo rendimento è decisamente calato, però va detto che per il resto Jack è stato quasi sempre tra i migliori. Purtroppo, non avendo ricambi all’altezza, non ha mai potuto riposare e dunque è stato spremuto al massimo. Sicuramente è ha fatto dei passi avanti rispetto alla sua prima stagione al Milan e possiede ancora margini di miglioramento. Uno dei pochi dai quali dover ripartire.

Keisuke Honda 6-: impegno e spirito di sacrificio del giapponese non sono discutibili, però in fase offensiva dovrebbe essere più incisivo. In campionato solo un gol, impreziosito da tre assist vincenti. Non è abbastanza per un giocatore con le sue qualità tecniche. Va detto che è stato impiegato in ruolo, quello dell’esterno, che non ama e che lui stesso non ritiene adatto alle sue caratteristiche. Però ha fatto certamente meglio sulla fascia rispetto a quando è stato schierato da trequartista, la sua posizione preferita.

Kevin Prince Boateng sv: ha collezionato soprattutto spezzoni, spesso dal ridotto minutaggio, e pertanto dargli un voto è complicato. Però se ha giocato così poco un motivo c’è e nelle sue poche apparizioni è sembrato quasi un ex calciatore. Un ritorno completamente inutile, come diverse affermazioni della fidanzata Melissa Satta.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)