Roberto Firmino Mateo Musacchio
Roberto Firmino e Mateo Musacchio (©Getty Images)

CALCIOMERCATO MILAN – Passata la sbornia dell’infinito e stressante mercato estivo, in casa Milan qualcuno già è focalizzato a ragione sulla sessione di gennaio. Sì perché da tempo si vocifera che soltanto con il mercato di riparazione nascerà parte del nuovo Milan, una squadra probabilmente più competitiva con quei 2-3 acquisti di primo livello che possano consegnare a Vincenzo Montella una rosa da primi posti.

Lo scrive oggi anche Tuttosport spiegando che già la prossima settimana, entro il 9 settembre, arriverà il primo bonifico da Pechino, probabilmente da circa 85 milioni di euro come pattuito con Fininvest. Sarà il primo passo ufficiale verso il ‘closing’, previsto in autunno inoltrato, che porterà 740 milioni, debiti compresi, per l’acquisizione definitiva delle quote Milan.

Calciomercato Milan, botti cinesi a gennaio: riecco Musacchio

Il quotidiano torinese appare piuttosto sicuro e fiducioso nei confronti della cordata cinese guidata da Han Li e Yonghong Li, i quali dovrebbero affidare a Marco Fassone la gestione dell’area tecnica e strutturale del nuovo Milan. Gennaio sarà un mese dunque di parziale ricostruzione, visto che da tempo si parla di 100 milioni già pronti per far contento Montella nella prima sessione disponibile. Con l’ausilio di un direttore sportivo esperto, che sostituisca definitivamente il lavoro storico di Adriano Galliani, il Milan può rinforzarsi a dovere.

Ed il primo nome sulla lista dei desideri potrebbe tornare ad essere quello di Mateo Musacchio, centrale argentino già trattato ampiamente in estate dal Villarreal, ma il costo proibitivo dell’operazione, intorno ai 25 milioni di euro, ha lasciato i rossoneri a bocca asciutta. Il classe ’90 è già stato indicato come rinforzo ideale per la difesa, come partner perfetto di Alessio Romagnoli; inoltre Musacchio stesso non disdegnerebbe la possibilità di giocare in Serie A a breve. Ma occhio anche a nuove piste che potrebbero sorprendere anche i tifosi, a patto che i cinesi si rivelino realmente pronti agli investimenti milionari.

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Redazione MilanLive.it