Kevin Prince Boateng
Kevin Prince Boateng (©Getty Images)

MILAN NEWS – Ultimi anni di carriera di Kevin-Prince Boateng sono stati un po’ tormentati. Dopo l’addio al Milan nell’estate 2013, l’esperienza in Germania allo Schalke 04 non è stata molto positiva. Da svincolato è ritornato a Milanello, ma appena qualche mese fa ha cominciato una nuova avventura al Las Palmas. In Spagna sembra aver trovato la giusta serenità e sta facendo bene in termini di prestazione. Prima del match contro il Real Madrid, l’ex centrocampista rossonero si è concesso ai microfoni de El Pais. Queste le sue parole anzitutto in merito al nuovo ambiente: “Di Las Palmas mi piace il clima, è bello avere tutti i giorni questo clima di felicità e tranquillità. La gente è molto carina, ti abbracciano in strada, è come essere in una famiglia. Giochiamo un buon calcio, siamo una grande famiglia e un gruppo fantastico”.

Ha poi parlato del suo passato in rossonero durante la gestione Massimiliano Allegri e del suo allenatore preferito: “L’unico aspetto negativo è la distanza da Milano dove vive la mia famiglia. Con Allegri si lavorava per vincere, lo rispetto molto perché mi ha insegnato a difendere, anche se fuori dal campo non parlavamo la stessa lingua. Ma il mio allenatore preferito è Jurgen Klopp, non c’è nessuno come lui: ho lavorato con lui sei mesi al Borussia ed è perfetto. Ha tutto: dice sempre la cosa giusta nel momento corretto, sa stimolare il gruppo, tratta tutti allo stesso modo, come se i giocatori fossero suoi figli. Con lui, 25 giocatori erano felici, anche se non giocavano un minuto: ti fa sentire importante”.

Poi una menzione anche per i grandi ex Milan da cui ha imparato maggiormente, Zlatan Ibrahimovic, Gennaro Gattuso e Andrea Pirlo: “Ibra può essere considerato dotato di superbia, ma è vincente, ama vincere e fa di tutto per ottenere risultati. Mi ha impressionato e stimolato molto, non voleva perdere nemmeno in allenamento. Da Gattuso ho imparato la grinta, e da Pirlo la tranquillità. Non c’è uomo al mondo più tranquillo di lui: mi ricordo i quarti di Champions al Camp Nou, noi tutti agitati e lui sereno con il suo caffè che inviava messaggi. Mi ha detto che era sereno perché era solo calcio”.

Sulla sua vita fuori dal campo invece ha riferito: “Potevo fare il cantante, ballerino e anche attore. Il calcio era solo allegria, ma quando ho firmato il primo contratto, a 16 anni, ho iniziato a vederlo come un lavoro. Difficile gestire fama e denaro. Non è facile farlo in quanto a Londra a 20 anni ogni mese ricevevo del denaro e continuavo a spenderlo. Spendevo i miei soldi in auto, vestiti e discoteche, tutte stupidaggini che mi rendevano felice per qualche ora ma poi nel tempo questo effetto svaniva. Ho passato un anno così e, dopo una festa a cui ero andato, mi sono guardato allo specchio e ho pensato: non deve finire così, non è questo quello per cui ho lottato. Devo iniziare a comportarmi come un giocatore professionista, mangiando bene e concentrandomi sul calcio”.

Infine alcuni retroscena sull’avventura milanista e sulle prediche di Silvio Berlusconi: “Mi ha aiutato molto negli anni in cui sono rimasto al Milan e lo porto nel mio cuore. L’immagine che la gente ha di lui è diversa dalla realtà. Tutte le volte che mi vedeva (Berlusconi, ndr) mi diceva: «togliti gli orecchini che sono per le donne e tagliati i capelli». Lo diceva a me, Balotelli e El Shaarawy. Amici? Difficile nel calcio, ma ne ho tre: Muntari, Patrick Ebert del Rayo Vallecano e Balotelli. Ci sentiamo un paio di volte a settimana”. 

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it